Giovani e farmacie: la fotografia in un sondaggio di Wellcare
La società milanese Wellcare traccia un’ampia panoramica dell’approccio dei ragazzi nei confronti dei servizi offerti dalle farmacie.
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Un sondaggio effettuato dalla società milanese Wellcare offre una panoramica dell’approccio dei giovani al sistema delle farmacie. I partecipanti, di età compresa tra 21 e 32 anni, hanno risposto ai quesiti grazie all’interazione con YouthMoving, piattaforma social con oltre 10 mila iscritti, animata da ragazzi che vivono lontano da casa per studio, stage o lavoro.
I risultati dell’indagine indicano come un terzo di loro si rechi almeno una volta alla settimana in una farmacia, mentre il 41% dichiara di farlo non meno di una volta al mese. Cosa comprano? Nel 54% dei casi, farmaci ordinari con prescrizione, mentre la restante quota è coperta da OTC, integratori, anticoncezionali e prodotti per l’igiene. I giovani hanno anche spiegato sulla base di quali consigli decidano di orientare i loro acquisti: in due casi su tre è proprio la consulenza dei titolari a costituire l’elemento privilegiato. Non a caso i partecipanti hanno indicato come, a loro avviso, i farmacisti siano particolarmente affidabili e competenti: gran parte degli intervistati li ritiene all’altezza dei medici, e giudica le informazioni che da essi ricevono molto più attendibili rispetto a quelle reperibili attraverso i canali di internet. Il 18%, inoltre, dichiara di rivolgersi prioritariamente ad una farmacia in caso di problemi di salute (valore secondo solo a quello dei medici, che raggiungono il 61%).
Significativa anche l’attitudine manifestata nei confronti delle nuove tecnologie, nonché relativamente alle possibile interazioni tra gli strumenti digitali e i servizi offerti dalle farmacie: il 90% dei partecipanti al sondaggio dichiara infatti che utilizzerebbe volentieri una «app» qualora fosse un titolare a raccomandargliela direttamente.
Infine, ai giovani è stato chiesto di fornire una valutazione complessiva dei servizi e delle consulenze ricevute dai farmacisti. Il risultato è lusinghiero: il giudizio è «ottimo» per il 23% di loro e «buono» per il 54%, mentre il 21% lo considera «sufficiente» e solo il 2% «insufficiente».