fnpi«È una questione vecchia. Questa risposta devo dire che arriva con notevole ritardo. Il ricorso sul tema dei farmaci di fascia C era stato fatto in Calabria e in Sicilia. Questo pronunciamento non fa che confermare quanto già emerso all’epoca dalla Corte Costituzionale». Davide Gullotta, presidente della Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, risponde così alla pubblicazione dell’esito del ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
Il dirigente è anche tornato nel merito dei problemi che affliggono le parafarmacie italiane: «Insistiamo sul fatto che ci vuole un intervento da parte del legislatore. Federfarma afferma che le parafarmacie sono un’anomalia, io rispondo che non è vero, e è che ad essere un’anomalia casomai è il sistema di accesso alla professione nel nostro Paese. È vero che in Inghilterra o in Germania non ci sono le parafarmacie, ma è vero anche che lì esiste un regime di libertà professionale. In Italia, invece, abbiamo di recente avuto un’autentica iper-liberalizzazione: basti pensare che la proprietà potrà essere concessa anche ad un non farmacista. Dall’altro abbiamo un sistema basato su una vecchia struttura ordinistica, che prevede dunque tutta una serie di limitazioni, paletti, incompatibilità, ecc. È una situazione ridicola: vorrei chiedere al governo attuale come pensano che questi due sistemi possano essere compatibili tra loro». Infine, Gullotta ha parlato del futuro: «La speranza è che nella prossima legislatura possa esserci finalmente un intervento legislativo. Però purtroppo dobbiamo rilevare che il Partito democratico, quello che aveva anni fa dato il via alle liberalizzazioni, ha manifestato un’inversione di rotta sul tema. C’è una corrente all’interno del Pd che non è dalla parte dei liberi farmacisti. Il fatto che si sia deciso di votare no ad un emendamento che proponeva di rendere annuale il delisting ne è la dimostrazione. Peccato, perché è il partito che aveva contribuito a creare migliaia di posti di lavoro».

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2 Commenti

  1. Tentiamo una sintesi e stabiliamo dei punti fermi su quanto afferma il collega Gullotta:
    a) le parafarmacie in Italia non sono un’anomalia ( anche se non esistono nella gran parte del mondo);
    b) le liberalizzazioni sono state eccessive ( al contrario di quanto vorrebbe l’Antitrust, per la quale non sono mai abbastanza);
    c) gli ordini professionali non servono a nulla;
    d) abbiamo avuto col decreto Monti un abbassamento del quorum e quindi l’apertura di 2500/3000 nuove farmacie( ma questo non conta nulla);
    TUTTO CIO’ PREMESSO, COME SE NON BASTASSE, COSA CHIEDE LA FNPI, semplicemente e banalmente,
    la cosiddetta fascia C che,solo per un sillogismo chiamiamo tale, perchè anche la A diventa C con una prescrizione non SSN,
    Gullotta sii chiaro tu ed il tuo sodale Puglisi volete la creazione del sistema delle farmacie convenzionate ( quelle soggette a tutti i limiti e norme che conosciamo) e quelle non convenzionate libere da tutto ma soprattutto a costo zero… cui prodest?

  2. Non sono mai entrato in merito alle affermazioni del Dott.Gullotta, capisco che cerchi di tutelare le Parafarmacie, però ora è tempo che di chiedergli di non fare affermazioni ad effetto che non rispecchiano la realtà delle cose. Le Parafarmacie, è vero, esistono in molti altri stati ma esse sono state aperte con la consapevolezza di quali siano le possibilità riguardo alla gestione di OTC e parafarmaco. Allo stesso modo anche chi ha aperto una Parafarmacia in Italia sapeva benissimo quali fossero i limiti e le competenze di tali esercizi; è invece chiaro che le si è pensate come un “Cavallo di Troia” da utilizzare per entrare sempre di più nelle competenze della Farmacia tradizionale, ben consapevoli che altrimenti si sarebbe trattato di esercizi commerciali non in grado di sostenersi economicamente; non era molto difficile prevedere che, tranne pochi casi particolari, le uniche Parafarmafarmacie che avrebbero potuto operare non in perdita sarebbero state quelle gestite da catene o i corner della GDO.

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