I primi nove mesi del 2021 si sono conclusi con una ulteriore crescita del numero di esercizi autorizzati alla vendita di farmaci Sop e Otc in Italia, sulla scia dei dati dei primi nove mesi del 2021, sebbene con una crescita inferiore degli esercizi autorizzati. Il totale, secondo quando rilevato da FarmaciaVirtuale.it, sui dati resi disponibili dal ministero della Salute, è pari a 1.331, con 1.051 farmacie e 280 esercizi commerciali. Il saldo attivo del 2021, se confrontati all’intero 2020, è di +189 esercizi che hanno ricevuto autorizzazione a vendere online Sop e Otc. Al 30 settembre del 2021, invece, i valori erano risultati di 1.304, con 1.036 farmacie e 268 esercizi commerciali, con uno scostamento di +162 esercizi autorizzati rispetto ai dati consuntivi del 2020. Nel quarto trimestre 2021, rispetto ai nove mesi precedenti, il settore dell’e-commerce online vede l’autorizzazione di +27 esercizi, ottenendo un decremento della metà rispetto a quelli autorizzati nel solo secondo trimestre (+61).

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La distribuzione geografica regionale

Con riferimento alla distribuzione geografica, i dati confermano che le tre regioni nelle quali è ubicata la netta maggioranza degli esercizi autorizzati restano la Campania, Lombardia e Piemonte, le quali totalizzano rispettivamente 244 esercizi (188 farmacie e 56 parafarmacie), 155 (133 + 22) e 143 (124 + 19). Al quarto posto è presente invece il Lazio, con 130 esercizi autorizzati sul proprio territorio (104 + 26), seguito da Emilia Romagna con 107 (78 + 29), Veneto con 90 (76 +14) e Puglia, con 88 esercizi (61 + 27). Un gradino più in basso nella classifica c’è la Toscana con 81 (67 + 14). A quota 58 attività operanti online figura la Sicilia con 77 (64 + 13). Seguono Marche con 34 (27 + 7), Calabria con 32 (20 + 12), Abruzzo con 30 (22 + 8), Sardegna 25 (20+5), Umbria 22 (18+4), Liguria 22 (15+7) e Basilicata 21 (10 + 11). Tutte le altre regioni non raggiungono quota 20. Fanalini di coda Provincia di Trento e Valle d’Aosta, rispettivamente con 4 e 2 farmacie autorizzate alla vendita online. Poco più su il Molise con 6 farmacie e una parafarmacia. Infine, Provincia di Bolzano con 6 farmacie attivate e Friuli-Venezia Giulia con 12 attività (7 + 5).

Non tutti gli esercizi autorizzati sono attivi

È utile evidenziare che non tutti gli esercizi che chiedono ed ottengono l’autorizzazione dalle rispettive regioni o province autonome, nonché dal ministero della Salute, si lanciano attivamente nelle attività di vendita online. Esistono numerosi casi di autorizzazioni che non danno seguito ad una reale apertura di siti di vendita online, anche per via dei non indifferenti costi che occorre affrontare per gestire i sistemi. Inoltre, alcune autorizzazioni non riguardano siti presenti su domini di secondo livello (es. www.nomefarmacia.com) ma di terzo livello, anche conosciuto come sottodominio (es. farmacia1.nomesito.com, farmacia2.nomesito.com, etc). Si tratta di portali online che, sebbene non appartengano alla categoria dei marketplace, rendono disponibile la possibilità a farmacie e parafarmacie di poter effettuare vendita online pur non avendo un sito Internet proprietario.

Il report della Fip

Stando a quanto emerge dal report “Online pharmacy operations and distribution of medicines” realizzato dalla sezione Community pharmacy della Fip, la pandemia ha notevolmente rafforzato la farmacia online, un canale che rappresenta un’opportunità per il settore ma che si presenta ancora poco o per nulla regolamento in diversi Paesi. «Le farmacie online esistono ormai da oltre vent’anni ma la trasformazione dell’e-commerce portata dalla pandemia da Covid-19 ha coinvolto anche il settore farmaceutico. È probabile che le preferenze per i servizi digitali proseguiranno anche in futuro e il ruolo delle farmacie online continuerà a crescere. È importante quindi che gli operatori sanitari assicurino che i consumatori siano informati e in grado di decidere in modo corretto su come avvalersi delle farmacie online» ha dichiarato Lars-Åke Söderlund, ex presidente della Community pharmacy section della Fip e co-editore dello studio. Oltre a presentare i dati emersi da un sondaggio internazionale, il report passa in rassegna la situazione normativa del settore e le opportunità da questo offerte alla farmacia, nell’ambito di una più estesa digital health.

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