La deputata europea Ulrike Müller, del grupppo ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali e per l’Europa), ha depositato il 13 febbraio 2019 un’interrogazione scritta alla Commissione di Bruxelles, in merito alla “Vendita per corrispondenza di medicinali soggetti a prescrizione”. «Alla luce della sentenza n. C-148/15 della Corte di giustizia dell’Unione europea – spiega la parlamentare – si discute in Germania di come questa decisione debba essere attuata a livello nazionale. Da una parte c’è chi propone di abolire la vendita per posta di questo tipo di farmaci. Secondo quanto riportato dalla stampa, durante la visita presso il Bundestag di Berlino, il 19 gennaio 2017, il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis, facendo riferimento al diritto degli Stati membri di disciplinare in modo autonomo l’accesso ai prodotti farmaceutici, affermò che una simile proposta tedesca per una soluzione del problema sarebbe stata esaminata a livello comunitario».

«In una risposta fornita ad un’altra interrogazione – prosegue Ulrike Müller – la commissaria per il mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le piccole e medie imprese Elżbieta Bieńkowska aveva spiegato di non essere in grado, sulla base delle informazioni disponibili in quel momento, di fornire la propria opinione in merito alla compatibilità di un eventuale divieto applicato sul territorio della Germania, rispetto alla normativa europea». La parlamentare ha in questo senso ricordato che «qualsiasi soluzione legislativa deve essere in linea con le discipline imposte a livello comunitario», in particolare per ciò che riguarda «la libertà di circolazione delle merci». Di qui la domanda posta all’organismo esecutivo europeo: «È possibile concludere che da parte della Commissione non ci sono obiezioni di fondo rispetto all’introduzione di un divieto di vendita per corrispondenza di medicinali soggetti a prescrizione?». L’interrogazione è attualmente in attesa di risposta.

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