Armonizzazione e monitoraggio della carenza di medicinali a livello dell’Ue, creazione di incentivi normativi per medicinali essenziali a basso prezzo, flessibilità e migliore efficienza per mitigare le carenze, oltre che a misure per garantire stabilità e sostenibilità del mercato. Sono queste le principali linee di indirizzo deliberate da diverse sigle in rappresentanza dei produttori di vaccini e medicinali, distributori paralleli, grossisti farmaceutici e farmacisti industriali, presentate in un documento congiunto pubblicato venerdì 6 dicembre 2019. «La carenza di medicinali  – spiegano le sigle – è una causa significativa di preoccupazione per i pazienti, i medici e la nostra salute pubblica. Ha un impatto sui risultati della salute dei pazienti causando ritardi nel trattamento o forzando cambiamenti nei regimi di trattamento, nonché inducendo una grande quantità di stress e preoccupazione per i pazienti e le loro famiglie». Per questo motivo, le sigle «si impegnano a collaborare con l’Ue e gli Stati membri per sviluppare soluzioni a breve e lungo termine per affrontare le cause alla radice della carenza di medicinali che si verificano in Europa».

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Ciò attraverso la pubblicazione di un paper con l’analisi delle cause profonde della carenza di medicinali, per lo più legate a problemi di produzione, qualità, economici e relativi alla catena di approvvigionamento, ma anche con possibili soluzioni per arginare il fenomeno in ottica di sistema, a livello europeo. «Chiediamo un dialogo – evidenziano le sigle – con le autorità competenti dell’Ue e nazionali al fine di attuare soluzioni che affrontino efficacemente le cause profonde della carenza nelle prospettive a breve, medio e lungo termine piuttosto che imporre requisiti sproporzionati a breve termine ai produttori e alle parti interessate della catena di approvvigionamento che potrebbero avere effetti opposti a quelli previsti».

È utile evidenziare che alcuni giorni prima il commissario alla Salute uscente dell’Unione europea Vytenis Andriukaitis ha risposto all’interrogazione della parlamentare Cindy Franssen del Partito popolare europeo, con la finalità di fornire informazioni in merito al fenomeno della carenza di medicinali. Nel dettaglio, il membro della Commissione europea ha spiegato che l’organismo esecutivo di Bruxelles «è cosciente del problema delle carenze di prodotti farmaceutici essenziali e dell’impatto negativo che ciò genera sui pazienti». Per questo motivo, «stiamo lavorando assieme agli Stati membri e alla European medicines agency (Ema) al fine di adottare delle iniziative volte a contrastare il problema. Le regioni che comportano queste carenze sono diverse e passano da problemi nei sistemi produttivi a decisioni commerciali dell’industria farmaceutica». Andriukaitis ha poi sottolineato l’impossibilità di rispondere in merito alle scelte che saranno assunte in futuro sul tema dalla nuova Commissione, che si è insediata il 1 dicembre 2019.

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