Vendita di farmaci onlineContinua a far discutere la disciplina della vendita di farmaci a distanza in Germania. Antanas Guoga, deputato europeo membro del gruppo PPE (Partito popolare europeo) ha depositato il 12 luglio 2018 un’interrogazione scritta, nella quale ha chiesto alla Commissione europea di fornire delucidazioni in materia.

Il parlamentare ha ricordato in particolare una decisione assunta nel mese di ottobre del 2016 dalla Corte di Giustizia europea. Quest’ultima ha infatti spiegato che un sistema di prezzi fissi per la cessione di medicinali ad uso umano con obbligo di ricetta, come quella vigente appunto sul territorio della prima economia europea, comporta «effetti equivalenti ad una restrizione quantitativa delle importazioni».

In pratica, secondo i magistrati comunitari, si tratta di una barriera protezionistica che Berlino avrebbe issato per difendere i propri interessi. Barriera che si rivela una distorsione troppo marcata delle libere dinamiche del mercato.

«La norma – ha aggiunto Guoga – presenta infatti un impatto più importante sulla vendita di tali prodotti da parte delle farmacie presenti in altri Stati membri, piuttosto che da parte di quelle che hanno sede sul territorio della Germania». E quest’ultima, sempre secondo il deputato europeo, dovrebbe al contrario semplificare l’ingresso di attori stranieri sul proprio mercato. Cominciando proprio con la modifica della disciplina che impone prezzi fissi.

L’interrogazione aggiunge poi a chiare lettere che «la Germania vuole bloccare gli ordini a distanza, per quanto riguarda i farmaci con obbligo di prescrizione medica in arrivo dall’estero». Mentre, al contempo, «un Paese come la Lituania ha annunciato la volontà di liberalizzare il proprio mercato». Una differenza troppo marcata nell’approccio da parte delle due nazioni: per questo Gouda ha chiesto alla Commissione europea «cosa intenda fare per far fronte ad un’eventuale scelta protezionistica da parte della Germania nel settore del commercio di farmaci».

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