farmaci onlineQuasi un quarto dei cittadini francesi dichiara di aver già acquistato farmaci senza obbligo di ricetta online. Il 24% della popolazione transalpina, infatti, ha scelto il canale telematico al posto della farmacia “fisica” sotto casa: ad indicarlo è uno studio realizzato dall’istituto demoscopico BVA, come riferito dal quotidiano Le Moniteur des Pharmacies. Il sondaggio è stato effettuato tra il 20 ed il 24 aprile, su un campione rappresentativo composto da 1.000 persone di età superiore ai 18 anni. Secondo l’analisi, risulta invece molto più contenuto il numero di pazienti che hanno comprato su internet un medicinale sottoposto ad obbligo di prescrizione: solamente il 2%. A spingere i francesi a privilegiare il web è, sottolinea lo studio, principalmente il fattore economico: il prezzo di acquisto rappresenta infatti la ragione principale e determinante della scelta nel 64% dei casi. Il 57% indica anche la questione legata alla praticità di poter evitare di uscire di casa, mentre il 54% cita la rapidità dell’acquisto. Ciò che è chiaro è che il problema non è rappresentato quasi mai dalla mancanza di una farmacia sufficientemente vicina: solamente il 6% ha dichiarato di aver comprato su internet perché non servito in modo adeguato dalla rete farmaceutica nazionale. Inoltre, tra coloro che hanno acquistato farmaci online, un terzo (il 32%) afferma di utilizzare la via telematica anche per altri servizi legati al settore sanitario, come nel caso della possibilità di fissare un appuntamento con il proprio medico di base. Ma l’11% dichiara anche di aver contattato direttamente online un professionista della salute per un consulto. «Il che significa – sottolinea il giornale – che oltre la metà dei francesi, il 56%, ha già utilizzato almeno un servizio web legato alla salute». In Italia, come riferito di recente da FarmaciaVirtuale.it, sono 525 le farmacie e parafarmacie che hanno ottenuto l’autorizzazione alla vendita online di medicinali Sop e Otc. Tuttavia, come sottolineato dal farmacista piemontese Luigi Canfora, esperto del settore, «occorre verificare quanti di loro siano realmente attivi con un sito adatto».

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