uffici-postali-lombardiaIntroducendo novità che rendano le consegne della corrispondenza maggiormente adeguate al mercato è quasi lontana l’ipotesi di chiusura di gran parte degli uffici postali nei comuni con meno di 5.000 abitanti. E’ quanto emerge dall’incontro con l’assessore agli Enti locali e Poste Italiane Spa.
La riunione ha permesso di evidenziare le rilevanti modifiche subite dal sistema dal mercato della corrispondenza, a causa della drastica diminuzione della posta tradizionale a favore dell’e-commerce. A tal proposito, Poste Italiane ha evidenziato gli ingenti investimenti effettuati per la Lombardia nei centri di smistamento, confermando la volontà di non provvedere ad ulteriori chiusure degli uffici postali e razionalizzazioni sul territorio lombardo nei piccoli comuni (tra l’altro, generalmente abitati da persone anziane, per le quali questo tipo di presidio è di assoluta importanza), interrompendo il trend contrario avviato negli scorsi anni. Si è manifestata inoltre la volontà di investire sul territorio, proponendo forme di convenzione con Regione Lombardia per ampliare i servizi di supporto ai piccoli comuni che potranno essere offerti dalla capillare rete degli uffici postali .Poste ha poi illustrato il nuovo modello di recapito, che andrà a regime per la Lombardia entro il 2019. Il nuovo progetto prevede la figura del “postino” di presidio per la corrispondenza, affiancato da un servizio flessibile che si adegui alle necessità sia del mercato, sia di ciascun territorio, che prevede una diversificazione della rete di consegna tra le aree urbane e quelle rurali. L’assessore ha recepito con soddisfazione la volontà dell’Azienda: “Auspico che i servizi aggiuntivi offerti territorialmente dalle poste potranno essere salvaguardati ed implementati. Regione Lombardia si impegna a proseguire un dialogo costruttivo con Poste Italiane con eventuali nuovi accordi di collaborazione per valorizzare il fondamentale ruolo di presidio territoriale degli uffici postali stessi”.
L’argomento chiusura delle piccole attività nei centri rurali è stato affrontato più volte da FarmaciaVirtuale.it, e la questione mette ancora una volta in risalto il ruolo importante delle farmacie territoriali, pubbliche e private, nella lotta alla sostenibilità, anche in barba ad interessi economici e commerciali.
A lanciare l’allarme della sostenibilità era stato l’ex presidente Sunifar, Alfredo Orlandi, che aveva ancora una volta avvertito dei grandi rischi a cui vanno in contro migliaia di farmacie in Italia. «Non c’è bisogno di grandi studi – aveva spiegato Orlandi a FarmaciaVirtuale.it – per capire che la farmacia rurale è davvero in difficoltà. Anche soltanto in termini di utenza: basti pensare alle situazioni dei paesi montani, che si spopolano via via soprattutto di giovani. La popolazione che rimane è composta in gran parte da persone anziane, che sono spesso costrette e vivere con il minimo indispensabile, magari grazie solamente alle pensioni sociali. È per questo che anche nel nostro Paese sono migliaia gli esercizi a rischio chiusura».

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