Come riportato da FarmaciaVirtuale.it ai propri lettori, il 20 giugno è stato presentato il programma di Federfarma e Sunifar per il triennio 2020-2023. Diversi i temi su cui si concentreranno i lavori della sigla di categoria, tra cui prevenzione e supporto al Ssn, controllo, raccolta dati e segnalazione, gestione dei malati Covid, nuove risorse per il Ssn, impatto Covid sul mercato, capitale in farmacia, parafarmacie, Ccnl, comunicazione e società partecipate.

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In seguito alla presentazione, le associazioni territoriali Federfarma L’Aquila, Belluno, Catanzaro e Cosenza, hanno inviato una lettera alle associazioni regionali, provinciali e alla stampa di categoria, indirizzata a Marco Cossolo, presidente Federfarma, in cui evidenziano che «era stata già segnalata l’anomalia di una elezione frettolosa, in videoconferenza, con molte preannunciate astensioni dal voto, tantissime schede bianche nonostante si votasse un’unica lista e, soprattutto, al “buio” cioè senza la presentazione di alcun programma». Tuttavia, «come se non bastasse, la presentazione (del programma elettorale, ndr) si è rivelata, oltre che tardiva, inconsistente e piena di promesse già fatte tre anni fa, non realizzate e disattese».

I punti contestati sono quelli relativi alla prevenzione e al supporto Ssn, secondo i firmatari della lettera infatti, «prima di cooperare con “i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta” per creare “il presidio territoriale dell’assistenza sanitaria” bisognerebbe chiarirsi tra di noi. Quando si parla di “somministrazione di vaccini in cui la farmacia sia anche il punto di consegna dei vaccini ai medici di medicina generale” si intende la vendita e/o la consegna in DPC ai medici o si parla di “vaccinare” le persone in farmacia come ormai avviene in tutta Europa e nel mondo. Lo stesso dicasi per la collaborazione “a somministrare test di massa per la rivelazione di specifiche patologie”, per la “gestione dei malati Covid” e per l’“impatto Covid sul mercato”».

Anche la questione dei capitali in farmacia viene etichettata col termine di «tormentone», come pure la «soluzione dell’annoso problema parafarmacie», secondo cui i firmatari evidenziano che «senza nemmeno far cenno alla necessità di eliminare l’obbligo del farmacista in parafarmacia: se non dovesse bastare “l’abbandono della moglie di Cesare” si propone un bel “concorsone riservato”». In ultimo, la proposta di Orlandi, Grubissa, De Filippo e Misasi: «A nostro giudizio, l’unico modo per evitare che Federfarma imploda consiste nel ridare rappresentanza e dignità a tutte le Regioni riportando, con qualunque sistema, le decisioni ad un tavolo a 21 rappresentanti regionali e non più a 10».

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