«Subito le dimissioni dei vertici nazionali di Federfarma e l’affidamento del governo sindacale al Consiglio delle Regioni». Lo chiedono i farmacisti Pasquale Sechi, Luigi Vito Sauro, Alfredo Orlandi e Roberto Grubissa, firmatari di una missiva nella quale spiegano che «da giorni, infatti, la categoria dei farmacisti è messa alla gogna e si sente addossare le colpe del can can nato attorno all’approvvigionamento di mascherine».

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Attacchi che, secondo quanto riferito dagli stessi farmacisti firmatari della missiva, «non hanno trovato risposta in Federfarma che, invece di difendere la categoria, in un primo momento si è trincerata dietro il silenzi». La presa di posizione di Pasquale Sechi, Luigi Vito Sauro, Alfredo Orlandi e Roberto Grubissa giunge dopo «dopo giorni e giorni di attacchi e nonostante gli appelli levatisi a più riprese dai titolari di farmacie alle prese con la difficoltà di approvvigionamenti di dpi perfino per sé stessi».

Dunque, l’appello ai farmacisti: «Non vendete più mascherine, perché ci troviamo all’interno di un’anarchia tecnico – istituzionale – normativa. Non si riesce assolutamente a comprendere cosa sia in deroga alle norme per la vendita delle mascherine e, considerando le moltissime ispezioni in cui incolpevoli colleghi sono incappati per porsi al servizio della popolazione, consigliamo di sospendere l’erogazione di questi dpi, anche in considerazione di quanto riportato dall’eminente dirigente della Protezione civile sulle altre attività commerciali che le hanno poste in vendita e che evidentemente funzionano meglio di noi. Per il resto e come sempre siamo e saremo a fianco delle nostre popolazioni rurali, figlie di “un Dio minore”».

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