Associazioni Farmacisti

Test accesso farmacia, MNLF: “Bene sistema francese, ma necessaria riforma corso di studi”


test accesso farmaciaLa riforma proposta dal Ministro Giannini che prevede un primo anno condiviso con le altre facoltà scientifiche e quindi l’accesso agli anni successivi regolato in base ai risultati ottenuti va nella giusta direzione di premiare il merito e la qualità degli studenti, è un sistema quello d’ispirazione francese inclusivo e non esclusivo. Noi lo troviamo molto interessante.

Attendiamo di vedere come verrà articolato – spiega Fabio Romiti, Vicepresidente del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti – ma ci sono le premesse per un’inversione di rotta significativa”.

Tuttavia – continua Romiti – per il corso di studi in farmacia e CTF non è la soluzione dei problemi, continuiamo a registrare nel dibattito attorno al futuro dell’università un errore di metodo: si parte nella discussione dalla “coda” e non si affronta il cuore del problema.

Il tema centrale su cui dovremmo impegnare tutti i nostri sforzi dovrebbe essere quello della riforma del ciclo di studi e la domanda che ci dovremmo porre è quali competenze dovrebbe avere un laureato in farmacia e CTF per incontrare più facilmente l’offerta lavorativa.

Come MNLF abbiamo avanzato proposte sia alla FOFI che durante la manifestazione FarmacistaPiù partendo da due premesse: allargare il baricentro dal solo lavoro in farmacia ad altri settori ed aumentare il livello di specializzazione dei laureati in farmacia e CTF.

Un aumento del livello di specializzazione è richiesto dal mondo del lavoro e in altri Paese ha ottenuto importanti risultati.

Le conoscenze di farmaco-economia e marketing sono importanti, ma non sono le sole che vengono richieste dall’industria, centri di ricerche, sanità pubblica ecc.

E’ necessario che la categoria si concentri su questo aspetto che è centrale per il futuro dell’università e della stessa professione ed abbandoni definitivamente desideri più o meno palesi di controllare il numero di laureati.

Possiamo agire in fretta e bene – conclude Romiti – a patto che tutti abbiano il comune obbiettivo di aumentare il livello qualitativo del ciclo di studi e le opportunità lavorative. Altri obbiettivi non c’interessano e non saranno da noi condivisi.

© Riproduzione riservata