STADA Health Report 2026, i dati in Italia: cala la fiducia nel sistema sanitario pubblico
Indagine su circa 2mila italiani: soddisfazione in calo, apertura all’intelligenza artificiale e richieste di ulteriori servizi in farmacia. Il focus sullo STADA Health Report 2026.
Lo STADA Health Report 2026, indagine internazionale condotta dall’azienda farmaceutica STADA, ha registrato per il sesto anno consecutivo calo della soddisfazione degli italiani verso il sistema sanitario pubblico, sebbene la flessione risulti meno marcata rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti. La ricerca è stata realizzata tramite sondaggi online in 20 Paesi tra febbraio e marzo 2026, su un campione italiano di circa 2mila intervistati di età compresa tra 18 e 76 anni. L’indagine, nata come rilevazione tedesca nel 2014 e oggi condotta a livello internazionale, è stata resa disponibile da EG STADA per fornire dati italiani utili a orientare le decisioni del settore e ad alimentare il dibattito pubblico sui temi sanitari, in coerenza con la mission aziendale “Caring for People’s Health”, orientata alla cura della salute delle persone.
Calo lento, ma graduale, della fiducia nel sistema italiano
I dati hanno mostrato che la quota di persone soddisfatte del sistema sanitario italiano è scesa dal 62% del 2022 al 45% del 2026, con tappe intermedie pari al 58% nel 2023 e al 48% registrato sia nel 2024 che nel 2025. Nel confronto tra i mercati coinvolti nello studio, l’Italia si colloca tra i Paesi con i livelli di soddisfazione più bassi.
Intelligenza artificiale, apertura condizionata tra gli italiani
Il capitolo dedicato a intelligenza artificiale e digitalizzazione ha messo in luce l’apertura diffusa ma non incondizionata verso le tecnologie applicate alla salute. Secondo i dati raccolti, il 59% degli italiani si è dichiarato disposto a considerare la consulenza basata sull’intelligenza artificiale in alternativa al medico, con propensione maggiore tra gli uomini, pari al 64%, e tra le fasce di età più giovani.
Fiducia sulla condivisione dei dati sanitari, ma timore di diagnosi errate
Sulla condivisione dei dati sanitari, il 47% degli intervistati si è mostrato disposto ad affidare la propria storia clinica a sistemi di intelligenza artificiale per migliorare diagnosi e trattamenti, con percentuali più elevate tra uomini e persone più giovani. Tra le preoccupazioni principali è emerso il timore di errori o diagnosi errate dovuti a sistemi difettosi, mentre tra le aspettative prevale la speranza di ottenere diagnosi più rapide.
Preferenza resta per modello misto medico/tecnologia
Sul fronte dei piani terapeutici personalizzati generati dall’intelligenza artificiale, la maggioranza degli intervistati, pari al 53%, preferirebbe che un medico adattasse le indicazioni fornite dall’algoritmo, a conferma di una preferenza per un modello misto che combini tecnologia e supervisione umana. Per quanto riguarda il ruolo futuro dei professionisti sanitari, incluso quello dei farmacisti, lo studio ha rilevato l’aspettativa di un’evoluzione verso più consulenze digitali e a distanza, insieme al ruolo di interpreti degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Farmacie e abitudini di acquisto al centro delle richieste
Il report ha dedicato una sezione alla longevità e all’invecchiamento in salute, segnalando che il 58% degli italiani si è dichiarato preoccupato all’idea di invecchiare, mentre il 78% ha considerato importante vivere il più a lungo possibile, dato che si accompagna alla disponibilità dichiarata a rinunciare ad abitudini non salutari come zucchero e dolci, cibo fast food, alcol o fumo. Sul fronte dei servizi in farmacia, l’indagine ha registrato domanda di innovazione che riguarda in particolare la possibilità di rilascio di prescrizioni ripetibili per patologie croniche (38% degli intervistati), insieme alla richiesta di apertura continuativa del presidio, con disponibilità h24 del farmacista, e all’accesso facilitato a consulenze specialistiche in farmacia.
Richiesta di consiglio al farmacista prima di acquisti online
Per l’acquisto di prodotti da banco, quasi un italiano su due, pari al 49%, indica la farmacia di prossimità come canale preferito, mentre il 42% ha dichiarato di chiedere sempre consiglio al farmacista prima di procedere a un acquisto online. Lo studio ha, infine, segnalato preferenza diffusa per l’accesso di persona ai servizi sanitari, dagli screening e controlli preventivi ai consulti medici e alle consulenze del farmacista.
Articolo redatto in collaborazione con EG STADA Group