software gestionale farmacia

software gestionale farmaciaI software gestionali delle farmacie francesi raccolgono dati sulle attività degli esercizi? Quali e quanti “estrattori” sono installati nei programmi? Si tratta di una pratica lecita? E, ammesso che i dati vengano raccolti, in che modo vengono utilizzate tali informazioni dalle società informatiche? A domandarlo è l’Union des groupements de pharmaciens d’officine (UDGPO), uno dei principali sindacati di categoria della Francia, che ha avanzato una richiesta a tutti i farmacisti: chi volesse ottenere maggiori informazioni può conferire alla stessa associazione un mandato ad agire per garantire che “sia garantita la trasparenza sulle condizioni di utilizzo dei dati informatici delle farmacie”. L’UDGPO – riferisce il giornale online Le Quotidien du Pharmacien – ha anche fatto sapere di aver provato ad invitare le tre principali software-house, ovvero Pharmagest, Smart Rx e Winpharma, per una riunione che avrebbe dovuto tenersi lo scorso 3 marzo su questo tema. Ma tutte le società avrebbero declinato la proposta: «I soli che ci hanno risposto, hanno affermato di non commercializzare in alcun modo i dati, e che per questa ragione era a loro avviso inutile avanzare preoccupazioni», ha dichiarato il presidente del sindacato di categoria, Laurent Filoche. Per questo la sigla ha chiesto ai farmacisti di concedere la delega ad operare per loro conto, ed in particolare a porre quattro domande giudicate «legittime» alle aziende informatiche: sulla base di quali disposizioni di legge raccogliete i dati dei farmacisti? In che modo essi vengono estratti dai gestionali? Quali e quanti programmi interni ai gestionali vengono installati a questo scopo? In che modo vengono utilizzati i dati raccolti? Secondo Filoche tutti i gestionali contengono questo tipo di programmi interni, che lavorano all’insaputa dei farmacisti: «Un collega ha fatto effettuare una perizia informatica, trovando non meno di sette programmi estrattori di dati installati nel suo software, di cui uno che raccoglieva in particolare informazioni relative ad un grande marchio della parafarmacia. Ovviamente il farmacista non era al corrente di nulla».

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