società di capitali asfiAll’indomani dell’ulteriore inammissibilità di due emendamenti al testo del ddl di Bilancio, presentati in 5ª commissione Bilancio del Senato, relativi ai soci farmacisti al 51% nelle società di capitali, Maurizio Cini, presidente dell’Associazione Scientifica Farmacisti Italiani, vista anche la posizione del ministro della Salute Giulia Grillo, dichiaratasi in sostegno delle farmacie italiane, esprime i propri dubbi in merito alla reale chiarezza di intenti, chiedendo al Governo «se vuole le farmacie nelle mani del capitale, come aveva chiaramente voluto il precedente Governo, oppure vuole mantenere l’attuale servizio farmaceutico, capillare e vicino al cittadino».

«I presidenti di Federfarma e di Fofi – evidenzia il dirigente – chiedano un incontro urgente con il presidente del Consiglio Conte affinché dica cosa vuole fare delle farmacie italiane». In tal senso, Cini chiede che «nel frattempo ed in attesa di una riforma veramente organica del sistema, si blocchino, con un decreto legge, i trasferimenti maggioritari delle farmacie a favore delle società di capitali. In mancanza di prese di posizione forte da parte del Governo, la farmacia italiana avrà motivo di sentirsi presa in giro». Il presidente dell’Asfi, infine, esprime il proprio parere anche riguardo le proposte emendative eliminate sia alla Camera che al Senato: «A proposito poi delle ragioni di inammissibilità nella legge di bilancio, ricordo che in passato, nelle precedenti leggi “finanziarie” fu fatto passare “di tutto e di più”. Non vorrei ci fosse quale “manina” che lavora per il capitale».

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