Simposio Pgeu: «Farmacisti europei contro l’abolizione del bugiardino»
A margine del simposio Pgeu sono emersi diversi punti, tra cui la volontà di non abolire il bugiardino.
«Chi di noi non è affezionato al bugiardino, il foglietto illustrativo che spiega principi attivi, proprietà terapeutiche, effetti collaterali e controindicazioni di ogni farmaco? Un prezioso aiuto per non commettere errori o per non assumere prodotti inappropriati. Eppure in Commissione europea si discute dell’ipotesi di abolirlo, proposta in chiave di risparmio e anche di minore impatto ambientale». È quanto emerge a margine del simposio internazionale Pgeu a Roma lo scorso 15 giugno, presieduto da Roberto Tobia, presidente della sigla che riunisce 160mila farmacisti e 400mila farmacie operanti in Europa.
Carenze, distribuzione e aderenza
Ulteriori temi emersi durante il simposio riguardano il «problema della carenza di determinati farmaci in tutti i Paesi europei e alle soluzioni per garantire a tutti i cittadini un equo accesso alle terapie superando le difficoltà delle industrie farmaceutiche e dei canali di distribuzione. Su questo i farmacisti si sono detti pronti ad aderire al progetto di monitoraggio delle criticità che la Commissione europea intende portare avanti al fine di prevenire questi problemi». Inoltre «il sì unanime dei farmacisti europei anche alla disponibilità – nell’ambito del modello della Farmacia dei servizi che prevede il monitoraggio della corretta aderenza alla terapia – a partecipare ad un progetto, già sperimentato in Portogallo, che prevede la comunicazione da parte del farmacista delle notizie relative a come i pazienti assumono i farmaci e ai risultati ottenuti sulla malattia. Il progetto punta a migliorare il rapporto fra pazienti e terapie, ad evitare sprechi sulla spesa farmaceutica e ad aiutare le case produttrici a valutare su vasta scala l’efficacia dei farmaci».