Associazioni Farmacisti

Ruggiero (MNLF): «Liberalizzazioni farmaci, Pd smentisce sé stesso»

Secondo Ivan Ruggiero, delegato campano del MNLF, la frenata del Partito democratico sul processo di liberalizzazione è «inspiegabile».


mnlfFarmaciaVirtuale.it riceve una lettera firmata Ivan Giuseppe Ruggiero, delegato per la Campania del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) e della Confederazione Unitaria Libere Parafarmacie Italiane (CULPI). Destinatari, gli onorevoli Federico Gelli e Pier Luigi Bersani, entrambi del Partito democratico. Indirizzandosi ai due deputati, il rappresentante sindacale punta a sottolineare l’esistenza di due anime distinte all’interno del partito: quest’ultimo si sarebbe infatti «spaccato sulla questione della possibile liberalizzazione dei farmaci di fascia C».
Ruggiero ricorda le «lenzuolate di Bersani», ovvero i provvedimenti impostati sulla liberalizzazione approvati ormai quasi dieci anni fa, che prevedevano – tra le altre cose – la vendita in parafarmacia dei medicinali che non prevedono obbligo di prescrizione medica. «Forse l’onorevole Gelli, affermando che il Pd è compatto contro la liberalizzazione della fascia C, sta di fatto smentendo le politiche avviate nel 2006? Sta affermando che il partito fece nascere “per errore” circa 4 mila esercizi di vicinato?», si chiede il sindacalista del MNLF. Che rincara poi la dose: «Lei – spiega, rivolgendosi in particolare a Gelli – ha la responsabilità, insieme al suo partito, della probabile chiusura di migliaia di parafarmacie, gestite da farmacisti che lavorando dignitosamente, e che pagano regolarmente tutte le tasse che sono previste per la categoria del “farmacista” e non del “parafarmacista”».
Secondo Ruggiero occorrerebbe invece proseguire sulla politica di apertura al mercato, «che favorisca la concorrenza e che porti giovamento al cittadino, all’economia e ai professionisti, che in questo caso sono laureati in farmacia e che devono essere messi in condizione di poter esercitare il proprio lavoro con dignità e senza paletti lobbistici». In ogni caso – conclude – «noi non stiamo a guardare, non abbasseremo la testa, non abbiamo intenzione di chiudere. E, soprattutto, chiediamo che ci vengano fatte capire le ragioni di questa frenata inspiegabile del Pd nel processo di liberalizzazioni».

© Riproduzione riservata