La giunta comunale di Rocca d’Arce, in provincia di Frosinone, «con propria deliberazione n. 16 del 12.03.2020, avente ad oggetto “Presa d’atto parere legale e direttive al Responsabile per nomina Commissione per la individuazione di un professionista da incaricare temporaneamente dell’erogazione dell’assistenza farmaceutica”, ha deciso di proseguire l’iter che a tal proposito aveva incardinato, ignorando sia le perplessità che avevamo espresso come gruppo consiliare e sia la richiesta di revoca degli atti connessi, in quanto giudicati “contra legem”, formulata dalla Regione Lazio».

[Ti interessa ciò che stai leggendo? Iscriviti qui alla newsletter di FarmaciaVirtuale.it per ricevere articoli come questo (e molto altro) direttamente alla tua casella di posta elettronica]

A riferirlo è il gruppo politico Roccadarce Progetto Comune, che su Facebook aggiunge: «La convinzione di poter continuare sulla strada intrapresa è basata su un parere legale richiesto dall’amministrazione comunale ed ottenuto da uno studio specializzato, al fine di valutare la congruità della redazione dell’avviso pubblico e la opportunità/necessità di un eventuale ritiro dello stesso».

La vicenda è stata trattata da FarmaciaVirtuale.it, dapprima riportando le osservazioni di tre consiglieri comunali che avevano criticato l’avviso di selezione, sottolineando in particolare il fatto che esso premierebbe tra i partecipanti chi avrà disponibili «i locali già adibiti a farmacia»: a loro saranno concessi infatti «ulteriori 2 punti, mentre chi potrà contare su altri locali idonei otterrà 0,5 punti». La nostra testata ha quindi dato conto di un’istanza di autotutela presentata da un farmacista.

A ciò era seguita una presa di posizione della Regione Lazio, che aveva bacchettato il Comune. Il gruppo Roccadarce Progetto Comune spiega che «seppur fosse ritenuta legittima la procedura per individuare un Farmacista da incaricare temporaneamente, il metodo di selezione è particolarmente inopportuno nella parte in cui saranno maggiormente discriminati i candidati, ovvero relativamente alla disponibilità dei locali».

Inoltre, viene riproposto lo stesso quesito avanzato in passato, ovvero: «Come si può, con un avviso formalmente per titoli, procedere a selezione senza tener conto né della bravura, né dell’esperienza dei candidati? Ci domandiamo perché non valutare anche i titoli accademici e/o i master conseguiti, non premiare il voto di laurea più alto, non valutare il curriculum professionale e l’esperienza maturata nel settore. Quello che conterà in maniera determinante sarà quindi aver stipulato un accordo (comodato, affitto, ecc.) con i proprietari dell’immobile in cui era già ubicata la vecchia farmacia».

© Riproduzione riservata