«Il trend delle rapine in farmacia degli ultimi 9 anni evidenzia un generalizzato calo dei reati. Tuttavia, il decremento non è stato costante: dopo una iniziale crescita del fenomeno fino al picco raggiunto nel 2013 con 1.256 rapine, vi è stata poi un’inversione di tendenza, con un costante calo dei reati fino al valore minimo raggiunto proprio nel 2017 con 677 rapine. La contrazione è pari al 18,6% rispetto all’anno precedente e raggiunge il 46% paragonando il dato con il valore del 2013».

A spiegarlo è il Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria 2018, redatto, tra gli altri, dal ministero degli Interni, ABI, Ossif e Federfarma. Secondo il documento, notizie piuttosto incoraggianti si riscontrano anche in merito all’indice di rischio. Esso, «dal valore di 5,5 rapine ogni 100 farmacie del 2009, è cresciuto fino al valore massimo di 7 rapine ogni 100 farmacie raggiunto nel 2013, per poi avviare un costante calo che ha portato l’indice nel 2017 al valore minimo di 3,6 rapine ogni 100 farmacie». In termini geografici, «oltre un quarto delle rapine totali si è verificato in Lombardia, che si è confermata la regione maggiormente colpita con 189 episodi, pari ad un calo del 27% rispetto al 2016. Seguono il Lazio con 91 rapine, il Piemonte con 84, la Campania con 69 e la Sicilia con 64». Il calo registrato a livello nazionale si è concentrato in «12 regioni tra le quali, in particolare, la Lombardia (da 260 a 189 rapine), la Sicilia (da 125 a 64) e il Lazio (da 124 a 91). Le rapine sono rimaste invariate in Basilicata e in Valle d’Aosta (dove non si sono verificati episodi) mentre una recrudescenza ha riguardato complessivamente 6 regioni, tra cui il Piemonte (da 59 a 84 rapine)».

Il rapporto propone quindi un focus sulla città di Milano, la più colpita in assoluto dal fenomeno: «Nel 2017 gli episodi complessivi sono stati 51, con un incremento del 33,8% rispetto al 2016». Ciò nonostante, «analizzando la serie storica degli ultimi anni, si evidenzia un marcato calo delle rapine in farmacia seppur con delle lievi oscillazioni. Dal 2009, anno in cui si erano verificate 154 episodi, le rapine in farmacia sono calate del 67%. Lo stesso andamento ha caratterizzato il valore dell’indice di rischio che è passato dal valore massimo di 36,2 rapine ogni 100 farmacie nel 2009 al valore minimo di 12,1 rapine ogni 100 farmacie registrato nel 2017, che risulta comunque superiore al valore medio nazionale (3,6)». Per quanto riguarda invece i furti in farmacia, essi negli ultimi 9 anni hanno registrato un leggero aumento: «Dai 976 eventi registrati nel 2009 si è arrivati ai 1.139 del 2014, poi scesi ai 1.021 del 2017, pari all’1,4% in meno rispetto al dato del 2016. Sostanzialmente stabile il valore dell’indice di rischio, passato dai 5,5 furti ogni 100 farmacie nel 2009 ai 5,4 furti ogni 100 farmacie nel 2017, dopo aver toccato un minimo nel 2013 (4,6) e un massimo nel 2014 (6,3)». Anche da questo punto di vista «la Lombardia, con un incremento del 5%, si è confermata di gran lunga la regione più colpita con 216 furti, seguita da Lazio (124 episodi), Emilia-Romagna (98), Piemonte (92), Campania e Toscana (77)». In termini di fattore di rischio, invece, è la Liguria la regione più pericolosa, con «9 furti ogni 100 farmacie (da 7,3 nel 2016)».

Il documento ricorda infine le attività di prevenzione e contrasto: in particolare il rinnovo del Protocollo d’intesa finalizzato a migliorare la sicurezza delle farmacie mediante un sistema di collegamento fra gli impianti di videosorveglianza e le centrali operative di Polizia e Carabinieri.

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