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Protocollo Figc, Cossolo (Federfarma): «Farmacie primo presidio sanitario di prossimità sul territorio»

Il commento di Marco Cossolo, presidente Federfarma, a margine del protocollo di intesa siglato con la Federazione italiana giuoco calcio relativamente al fenomeno doping.


«Le farmacie sono il primo presidio sanitario di prossimità sul territorio e accolgono ogni giorno circa 4 milioni di cittadini, che entrano non solo per ottenere un farmaco o un servizio ma anche un consiglio e informazioni utili a compiere le scelte più adeguate perla propria salute e il proprio benessere». È il commento di Marco Cossolo, presidente Federfarma, a margine del protocollo di intesa siglato con la Federazione italiana giuoco calcio relativamente al fenomeno doping. Cossolo ha evidenziato che «proprio in virtù di questo rapporto di fiducia tra farmacista e cittadino abbiamo accolto con convinzione questa importante iniziativa della Figc, per contribuire a diffondere consapevolezza sul fenomeno del doping».

Calcio sport seguito e praticato da milioni di persone

Commento positivo anche dal presidente della Figc Gabriele Gravina, secondo cui «il mondo del calcio sente viva la responsabilità di essere uno sport seguito e praticato da milioni di persone per questo è in prima fila sia della formazione sia della prevenzione nella lotta al doping. Grazie a Federfarma, le farmacie, le scuole e le società sportive, in particolare quelle giovanili e dilettantistiche, saranno veri e propri punti di informazione e di tutela della salute».

Promozione del corretto uso di farmaci

In merito ai dettagli del protocollo, il protocollo è valido fino al 31 dicembre 2025 e, tra gli obiettivi, vi è l’attivazione di «iniziative volte a favorire la conoscenza di tale fenomeno, a promuovere il corretto uso di farmaci e di altri prodotti anche attraverso un percorso di filiera sicuro, nonché di prevenirne l’abuso, al fine di tutelare la salute degli sportivi ed in particolare dei calciatori (giovani e non, dilettanti e non), sensibilizzando sia loro che i loro familiari riguardo ai rischi e alle conseguenze negative del doping dal punto di vista della salute e dell’etica sportiva».

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