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Scorriamo l’abstract contenente l’elenco delle novità per il triennio 2014-2016 e solo al decimo punto vengono citate timidamente le “farmacie di servizio”. In che modo il Patto della Salute cambierà l’approccio dei farmacisti all’attività lavorativa? Quali saranno le innovazioni che alla luce del Patto, celebrato dalle varie associazioni di categoria, caratterizzeranno l’operatività dei farmacisti territoriali?
Nella Pillola di Pasquale approfondiremo le dinamiche pratiche legate ad una fattibilità del Patto della Salute, con particolare focus sulla farmacia dei servizi, che sembrerebbe celare un universo parallelo, spesso di difficile attuazione, considerate le difficoltà delle piccole farmacie e la mancanza di un disegno capace di garantire un’offerta di rete. Per ora la farmacia dei servizi è solo un progetto legato alla forza organizzativo-logistica delle singole realtà. Dai tanti è ancora vista come un onere piuttosto che una rivoluzione atta a giustificare la presenza sul territorio.
“Il rischio – commenta Pasquale Sechi – è di avere farmacie di serie A e farmacie di serie B. Non tutte, soprattutto le più piccole, riescono ad avviare autonomamente un’offerta standardizzata ed uniforme sul territorio italiano. C’è bisogno sicuramente di un aiuto, che non sia meramente economico, con l’obiettivo di portare in farmacia una soluzione pratica alla fattibilità dei servizi in farmacia.”
La Pillola di Pasquale prosegue con un focus su nuova remunerazione e rinnovo convenzione, due spine nel fianco della farmaceutica italiana, spesso tirate fuori ad-hoc dal cilindro, in occasione di convegni ed eventi: è giusto parlare di Patto della Salute senza parlare di remunerazione e convenzione?
Patto della Salute integrale
Consulta il nuovo Patto della Salute per gli anni 2014-2016 dal documento della Conferenza Stato Regioni.


