Parte il progetto Adhere, per la mancata aderenza terapeutica dei pazienti cronici
E’ stato presentato il progetto Adhere, con l’obiettivo di abbattere i costi derivanti dalla mancata aderenza terapeutica e migliorare la qualità delle cure.

Secondo Enrico Desideri, direttore scientifico del progetto e direttore generale della Asl Toscana sud est, «per il futuro, la vera sfida della Sanità è la cronicità: in Italia i malati cronici sono 24 milioni e “assorbono” oltre l’80% delle risorse economiche». «Occorre quindi un modello – spiega il dirigente -, come quello delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, sperimentato per la prima volta nella Toscana sud est, in cui il farmacista, insieme al medico di medicina generale e allo specialista, sia parte integrante di una gestione proattiva, prossima, partecipata, personalizzata e attenta alla prevenzione. Un modello che garantisce la massima attenzione alle specifiche esigenze del malato, riducendo i tempi d’attesa, l’ospedalizzazione, le spese per la diagnostica e gli accessi inappropriati al pronto soccorso».
Al centro del progetto due patologie ad alto rischio di complicazioni, scompenso cardiaco e broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), che, grazie al modello delle Reti Cliniche Integrate e Strutturate, vedono il farmacista di comunità tra i protagonisti, anche in funzione dei gli obiettivi prestabiliti, tra cui il miglioramento della copertura terapeutica nelle patologie interessate, rispettivamente del 25% e del 35%.
«Il progetto Adhere – spiega Marco Nocentini Mungai, presidente di Federfarma Firenze e Toscana – costituisce un esempio concreto di farmacia che eroga nuove prestazioni di alto valore sociale e sanitario, fa prevenzione e monitoraggio dei pazienti cronici». Anche Francesco Schito, presidente Assofarm, è dello stesso avviso, ovvero della «valenza sociale, perché chi meno accede alle terapie sono proprio le fasce meno abbienti, la valenza scientifica che ne permetterà la messa a sistema e la replicabilità in altre Regioni». Assofarm peraltro interessata già in passato al progetto Adhere perché consentirebbe al farmacista «di lavorare su questi aspetti critici, e pertanto gli offre la possibilità di dimostrare sul campo i suoi meriti. Meriti perdipiù validati da un comitato scientifico indipendente che avrà il compito di valutare, oltre all’aderenza, le effettive efficace ed efficienze di spesa dalla presa in carico».