Nota 97, il report dell’Aifa sull’impatto dall’introduzione
L’Aifa ha pubblicato un rapporto con la sintesi degli andamenti della Nota 97 a otto mesi dalla prima introduzione.
«A otto mesi dall’introduzione della Nota 97 per la prescrizione della terapia anticoagulante orale nei pazienti con Fibrillazione atriale non valvolare (Fanv), il monitoraggio dell’Aifa mostra che non si sono registrati importanti incrementi nel numero delle prescrizioni ai soggetti che beneficiano dei nuovi anticoagulanti orali (Nao), con un +6,1% nel confronto tra il periodo che precede e quello che segue l’applicazione della nota». È quanto ha reso noto l’Agenzia italiana del farmaco, secondo cui «l’impatto della Nota 97 può pertanto ritenersi sostenibile (anche in termini economici)». Ciò analizzando i dati rilevati fino a febbraio 2021. In merito ai canali distributivi monitorati, essi sono rappresentati dalla spesa farmaceutica territoriale convenzionata e Distribuzione per conto. «La valorizzazione del canale Dpc – si legge nel rapporto – è avvenuta mediante imputazione dei prezzi presi da Traccia a livello di mese – Atc – regione: operativamente dopo aver scaricato dal cruscotto Ts le confezioni dispensate in Dpc per mese – regione – Atc, le stesse sono state valorizzate usando il prezzo medio Atc – mese – regione desunto dal flusso di traccia, come valori/unità. Ultimo mese di Traccia considerato: novembre 2020».
L’adozione definitiva della Nota 97
Lo scorso ottobre l’Aifa aveva stabilito l’adozione definitiva della Nota 97 relativa alla prescrivibilità dei nuovi anticoagulanti orali ai pazienti con fibrillazione atriale non valvolare. Ciò «al fine di consentire la prescrizione da parte degli specialisti e dei medici di medicina generale dei nuovi anticoagulanti orali ad azione diretta (Nao/Doac: dabigatran, apixaban, edoxaban, rivaroxaban) e degli antagonisti della vitamina K (AVK: warfarin e acenocumarolo), limitatamente alle confezioni autorizzate per il trattamento della Fanv».