«Dopo nove settimane di aumento costante dei contagi è evidente che occorre coinvolgere anche i farmacisti e le farmacie per realizzare in tempi rapidi lo screening di settori sempre più ampi della popolazione, a cominciare dai soggetti più esposti ai contatti, come è il caso degli studenti e delle loro famiglie». È la posizione di Andrea Mandelli, nelle vesti di presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi), in merito alla possibilità di incrementare la copertura degli screening Covid-19 mediante il coinvolgimento attivo dei farmacisti sui territori.

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Mandelli: «Mettere a sistema tutte le risorse disponibili»

«La decisione dell’Emilia Romagna e quella precedente della Provincia autonoma di Bolzano – spiega Mandelli -, vanno in questa direzione e ci auguriamo abbia un seguito anche nelle altre Regioni. Già il 25 agosto avevamo individuato nella sicurezza della ripresa dell’attività scolastica uno dei fronti nei quali farmacista di comunità avrebbe potuto svolgere un ruolo importante, sia per lo screening del personale scolastico sia per quello di studenti e genitori e avevamo dato la nostra disponibilità a operare in questo senso. Nelle farmacie già dal 2009 si possono eseguire esami diagnostici di prima istanza e non mancano quindi né le competenze né le risorse organizzative per procedere anche all’esecuzione di questi test. Ribadisco che non si può affrontare questa emergenza sanitaria con mezzi ordinari: occorre mettere a sistema tutte le risorse disponibili».

Il progetto delle 119 farmacie dell’Alto Adige

Lo scorso agosto l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige aveva dato il via alla possibilità, per insegnanti e personale scolastico non docente, di praticare test sierologici Covid-19 anche in 119 farmacie del territorio altoatesino. Come si ricorderà, 119 delle 145 farmacie territoriali avevano somministrato i test su base volontaria nell’orario di chiusura al pubblico o in spazi privati per garantire la privacy del paziente. In caso di test positivo, misurando l’eventuale presenza di anticorpi (IgG e IgM), la stessa Azienda sanitaria aveva poi predisposto l’esecuzione di un ulteriore tampone per verificare una possibile infezione in corso.

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