«Il sistema di promozione utilizzato dalla società Lyoness Italia S.r.l. per diffondere fra i consumatori una formula di acquisto di beni con cashback (ovvero con la restituzione di una percentuale del denaro speso presso gli esercenti convenzionati) è scorretto in quanto integra un sistema dalle caratteristiche piramidali, fattispecie annoverata dal Codice del Consumo tra le pratiche commerciali in ogni caso ingannevoli». E’ questa la conclusione dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, giunta in seguito al perfezionamento di un procedimento istruttorio avviato lo scorso settembre, volto ad accertare eventuali pratiche improprie nei confronti degli utenti. La delibera dell’Autorità, giunta a seguito di un «complesso ed articolato procedimento istruttorio», ha palesato che il sistema di promozione con alla base il presunto vantaggio del “cashback”, spiega, «si sostanzia in realtà nel reclutamento di un numero elevato di consumatori ai quali viene richiesto, dopo aver assunto la veste di incaricato alle vendite, di pagare una fee di ingresso particolarmente elevata per accedere al primo livello commissionale (pari a 2.400,00 euro) e iniziare la “carriera” come Lyconet Premium Marketer». «Successivamente – prosegue il Garante – , essi devono reclutare altri consumatori, nonché effettuare ulteriori versamenti per confermare e progredire nella “carriera”.

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Secondo quanto illustra il Garante, l’istruttoria avviata «ha consentito di appurare che la possibilità di ottenere uno sconto differito sugli acquisti sotto forma di cashback costituisce in realtà un aspetto secondario del volume economico generato dal sistema Lyoness (pari a circa 1/6 dei ricavi complessivi)». «Infatti – sottolinea – il conseguimento di elevati livelli di Shopping Points – il meccanismo di remunerazione del piano di compensazione – è in sostanza possibile solo con versamenti di somme di denaro da parte dei consumatori aderenti o da parte dei soggetti da questi ultimi reclutati. Da quanto emerso, numerose decine di migliaia di consumatori hanno versato le predette somme di denaro per entrare, partecipare e rimanere nel sistema e solo pochissimi soggetti sono effettivamente riusciti a conseguire posizioni rilevanti».

«L’Autorità – prosegue – ha accertato le modalità ingannevoli con le quali sono prospettate le caratteristiche, i termini e le condizioni del sistema di promozione Lyoness, aspetti non adeguatamente chiariti sia sui siti Internet che negli eventi promozionali, nonché l’assenza in detti siti Internet di talune informazioni essenziali richieste nelle vendite a distanza, quali quelle sulle modalità di trattamento dei reclami, sul diritto di recesso e sul foro competente». «Pertanto – conclude -, alla luce delle numerose evidenze raccolte anche grazie alla collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, l’Autorità ha concluso il procedimento comminando una sanzione complessiva di euro 3.200.000».

Nel marzo 2017 l’Ordine dei farmacisti di Belluno “bacchettò” tutti gli iscritti all’Albo, per i “comportamenti difformi” riguardanti l’utilizzo di carte fedeltà, promozioni e cashback. Tra queste, l’adesione a circuiti tipo Lyoness, Finqer e simili che utilizzano meccanismi a punti o di cashback. Comportamento che portò l’Ordine a richiamare l’attenzione sulle normative che regolano la materia.
Documenti allegati: – Testo del provvedimento

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