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Longevity economy, a Milano il confronto Italia-Usa

Un convegno di AmCham Italy ha esaminato le potenzialità dell’Age tech transatlantico e il ruolo della popolazione over 50 come motore economico.


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Si è tenuto a Milano il 9 aprile 2026 un confronto sulle prospettive dell’economia della longevità e sulle opportunità di collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel settore dell’Age tech. L’evento, dal titolo “Longevity economy. Prospettive dell’Age tech transatlantico”, è stato organizzato dalla American chamber of commerce of Italy alla sede del Boston consulting group. L’iniziativa ha esaminato la convergenza tra life sciences, ricerca, industria farmaceutica, biotecnologia, e Age tech, settori driver per trasformare prevenzione e benessere in fattori economici. L’appuntamento è stato il primo della quinta edizione del programma “walk the talk” di AmCham Italy, con il sostegno di Boston Consulting Group, Intesa Sanpaolo, Eli Lilly, e Maisto e Associati.

Panel di esperti per ricerca, innovazione, e politiche

I lavori sono stati aperti dai saluti del Managing Director di AmCham Italy, Simone Crolla. Sono seguiti gli interventi dell’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, e di Lindsay Harrison, Deputy Chief della sezione Politica ed Economica del Consolato degli Stati Uniti a Milano. La tavola rotonda è stata moderata dal giornalista del Sole 24 Ore, Cheo Condina. Al dibattito hanno partecipato Andrea Beretta, Life Sciences Industry Leader di Ibm, Alessandra Catozzella, Managing Director Health Care Consulting Italy di Boston Consulting Group, Marco Quarta, Co-Founder di Rubedo Life Science, Luciano Ravera, Ceo di Humanitas, Stefania Vigna, Responsabile Innovation Intelligence di Intesa Sanpaolo, e Federico Villa, Vice President Corporate Affairs and Patient Access di Eli Lilly.

Fascia over 50 e collaborazione transatlantica

Nei lavori sono stati esaminati il ruolo delle imprese, l’impatto delle politiche pubbliche, e le potenzialità della cooperazione tra Italia e Stati Uniti nel definire il futuro della longevità. Anche l’ecosistema economico generato dalle attività di consumo, investimento e lavoro della popolazione con più di 50 anni, è stato preso in esame, considerato il principale motore della crescita futura. Stime per l’Italia hanno previsto che entro il 2040 la fascia demografica sarà responsabile del 50% del Prodotto interno lordo e del 75% dei consumi totali. La rilevanza è stata attribuita alla consistente quota di ricchezza detenuta, al reddito medio più elevato, e al livello di spesa superiore rispetto ad altre coorti di età, unitamente a bisogni in continua evoluzione. L’economia della longevità genererà domanda emergente di beni e servizi in più settori, tra cui quello sanitario e assistenziale, residenziale, culturale, ricreativo, dei viaggi, della domotica, dell’alimentazione, e dell’educazione.

Longevità e ridefinizione dei modelli di business

Simone Crolla, Managing director di AmCham Italy, ha spiegato che «la longevità non rientra più solo nella sfera sanitaria, ma sta divenendo un fattore strategico che ridefinisce modelli di business, investimenti e politiche di welfare. L’allungamento della vita media, insieme all’accelerazione tecnologica, trasforma il modo in cui le aziende sviluppano prodotti e servizi lungo l’intero ciclo vitale delle persone. In questo scenario l’Age tech, ossia l’insieme di tecnologie digitali, dispositivi innovativi e soluzioni per la salute, si rivela un settore cruciale per sostenere l’invecchiamento attivo e promuovere la prevenzione, aprendo nuove opportunità sia in termini economici che sociali. Italia e Usa sono uniti sin dal principio in questa avventura, se si pensa che gli studi del biologo americano Ancel Keys sulla dieta mediterranea come chiave per la longevità avvennero negli anni Cinquanta proprio in occasione della sua permanenza a Pioppi, nel Cilento».

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