laboratorio galenico«La promozione del laboratorio galenico» sarà il tema portante del corso organizzato da Laboratorio Farmacia, che si terrà nell’aula Fattorini (presso lo Studio Falorni) in via Righi 26/28, nel quartiere Ospedaletto di Pisa. «L’obiettivo dell’iniziativa – spiega a FarmaciaVirtuale.it Cosimo Violante, farmacista e docente che condurrà le lezioni – è quello di spiegare in che modo si può promuovere il laboratorio galenico rivolgendosi ai medici, integrando l’offerta che questi ultimi ricevono dall’industria farmaceutica».
Il corso si concentrerà infatti sulle tecniche di comunicazione utilizzabili nei confronti della classe medica, nonché verso la clientela. Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 20 maggio 2015, dalle ore 13.30 alle ore 16.30: verranno analizzati temi legati all’organizzazione del laboratorio galenico e alla preparazione del personale, alla necessità di effettuare un’accurata analisi del territorio e a quella di creare una rete di contatti con le realtà locali. Un secondo modulo si terrà invece il 15 giugno, con gli stessi orari, e si concentrerà sulle formulazioni salutistiche nel sovrappeso.
«Sappiamo che tutte le farmacie, per legge, sono dotate di un laboratorio galenico – ricorda Violante -. Si tratta di uno spazio obbligatorio che certamente in un momento di trasformazione della farmacia potrebbe diventare il fiore all’occhiello non solamente per i preparati officinali e salutistici ma anche e soprattutto per quelli magistrali. Questi ultimi non dipendono dalla volontà del farmacista ma dalle prescrizioni che il titolare riceve dal medico. Per questo è importante che i farmacisti instaurino un rapporto di scambio assiduo con i medici, e di fiducia, con l’obiettivo di poter personalizzare le terapie e sopperire alle lacune dell’industria».
Ciò è vero soprattutto in alcune circostanze: quando risulta impossibile reperire una specialità, oppure in mancanza di un dosaggio o di una forma farmaceutica, o ancora nel caso in cui sia necessario associare vari principi attivi. Oppure qualora il paziente risulti intollerante ad alcuni eccipienti. «Un caso particolare può essere quello della citisina, oggi commercializzata come specialità medicinale in alcuni Stati europei, ad esempio la Polonia, con i nomi Tabex e Desmoxan. Ebbene, in Italia questi due farmaci non si possono vendere. Tuttavia, galenicamente, con regolare ricetta medica, è possibile preparare il medicinale». In questo senso, conclude Violante, il laboratorio può diventare «un servizio sociale per il cittadino».

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