«Questa manifestazione è giunta all’undicesima edizione. A conferma del fatto che quando le cose si vogliono fare e le si fanno con competenza, si ha successo. Noi ci abbiamo creduto sin dall’inizio». Ad affermarlo è stato Luigi Guacci, farmacista e presidente della Guacci SpA, intervistato da Road Tv Italia in occasione di Pharmexpo 2018. L’evento, ha aggiunto, «è organizzato con cura e rappresenta un’occasione unica per incontrare persone con le quali magari si è in contatto ma che non si ha modo di vedere direttamente». Guacci ha poi sottolineato come nel corso della manifestazione siano stati presenti «moltissimi giovani. Loro sono il nostro futuro, il futuro del Paese intero. E però non diamo loro ancora abbastanza credito. Da loro ci si aspetta tutto ma in cambio si dà loro poco. Non viene data la possibilità di emergere, né di farsi valere. Noi invece lo vogliamo fare. Qui è arrivato perfino un pullman con 50 ragazzi, studenti di farmacia, provenienti da Chieti. Venuti per il piacere di partecipare e di capire».

Il dirigente si è quindi soffermato sulla questione dell’apertura alle società di capitale, introdotta dalla legge sulla Concorrenza. «Ai miei clienti e amici, da farmacista con 50 anni di carriera alle spalle, dico che preferirei che ciascuno mantenesse la propria indipendenza. Oggi si parla di reti, di capitali, ma la realtà è che si consegna la farmacia a qualcuno che non si sa come considererà la figura del farmacista. Che dovrebbe rivestire una grande importanza. Chi viene in farmacia lo fa per ricevere un aiuto, un consiglio, anche un sostegno. Se la farmacia finisce in mano alle catene, mi domando chi lo farà più. Non vorrei che le farmacie diventino delle botteghe. La Guacci, ad esempio, assicura già tutto il sostegno di cui le farmacie hanno bisogno, con noi le farmacie devono sentirsi già in rete, lasciando però a ciascuno la propria libertà e indipendenza».

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