Professione Farmacista

Ia e farmacia: l’enciclica di Papa Leone XIV accende il dibattito etico

Il presidente di Assofarm, Luca Pieri, ha esaminato i parallelismi tra la “Magnifica Humanitas” e le criticità del settore farmaceutico italiano.


La pubblicazione dell’enciclica “Magnifica Humanitas” da parte di Papa Leone XIV ha introdotto nel dibattito pubblico una riflessione articolata sul rapporto tra intelligenza artificiale e dignità umana. Il documento pontificio, pur affrontando un tema di portata globale, contiene spunti che il settore farmaceutico italiano ha iniziato a recepire con attenzione. Il presidente di Assofarm, Luca Pieri, ha osservato che «colpisce non solo la sua forza morale applicata ad un tema sociale più importante di questo periodo storico, l’intelligenza artificiale, quanto anche gli immediati riverberi che queste riflessioni potrebbero innestare nel nostro dibattito di settore».

Dequalificazione e subordinazione del lavoratore alle logiche dell’algoritmo

Come evidenziato da Pieri, nella sua disanima «Papa Leone XIV esorta con forza la politica a non abdicare al proprio ruolo e a regolare l’algoritmo prima che l’infrastruttura tecnologica imponga una visione morale privata a livello globale. Il Pontefice ribalta la promessa originaria secondo cui l’Ia avrebbe liberato l’uomo dai compiti più gravosi, al contrario, il documento denuncia come in molti settori stia accadendo l’opposto, portando a una dequalificazione e a una subordinazione del lavoratore alle logiche dell’algoritmo».

«Aggressioni alla verità e alla conoscenza condivisa»

Secondo Pieri «non si tratta di incidenti di percorso. La proliferazione di fake news e la manipolazione dei dati non vengono descritte come semplici “effetti collaterali” del mercato digitale, ma come vere e proprie aggressioni alla verità e alla conoscenza condivisa, pilastri della convivenza civile e della stessa salute pubblica. Per arginare questa deriva, il Pontefice invoca la necessità di istituire autorità indipendenti per l’ispezione del codice, audit obbligatori, accesso pubblico ai modelli sistemici e una forte cooperazione internazionale, con l’obiettivo di inserire i sistemi di Ia in una cornice di controllo strettamente umano e collettivo».

Stallo contrattuale tra aziende e lavoratori

Quanto al parallelismo tra queste alte riflessioni e i temi più urgenti della farmacia italiana, per Pieri «appare subito sorprendente». In particolare «l’attuale stallo contrattuale tra aziende e lavoratori rispecchia prima di tutto una difficoltà del sistema darsi una struttura non solo stabile, ma anche condivisa e win-win tra le parti. Nelle componenti più operative di questo sistema, i nostri farmacisti sperimentano quotidianamente un pesante burnout, schiacciati tra salari non più attrattivi e una pressione burocratica asfissiante che sottrae tempo alla vocazione primaria della professione». Per Pieri «non distante da questo sistema, si muovono soggetti e dinamiche aliene ad esso per cultura e obiettivi, che nei suoi problemi scorgono opportunità di profitto e di colonialismo aziendalista. Soggetti assai simili a quelli che Papa Leone denuncia come gli odierni alfieri della dequalificazione umana».

Inquietudini denunciate in “Magnifica Humanitas”

Come spiegato dal presidente Assofarm «nel nostro piccolo, anche noi farmacisti comunali siamo attraversati dalle inquietudini denunciate in “Magnifica Humanitas”, perché anche noi avvertiamo il forte bisogno di una farmacia i cui protagonisti da una parte all’altra del banco siano sempre e solo esseri umani. Di contro, non possiamo trascurare il potenziale positivo dell’Ai. Banalmente, disporre di maggiore Intelligenza, comporta per forza di cose essere di fronte ad un’opportunità straordinaria. La sfida che ci attende è quindi quella di selezione e sintesi virtuosa, perché solo una governance etica può trattenere il buono ed eliminare il rischio. Solo così eviteremo di cadere nei due classici tranelli che da sempre ogni tecnologia porta in sé: quel suo utilizzo passivo che degrada l’intelligenza umana, oppure l’opposizione ideologica e sempre perdente ad ogni sua possibile applicazione».

Attenzione, prudenza, ma anche domande coraggiose e curiose

Pieri ha precisato che «accettiamo che questo è certamente il tempo dell’attenzione e della prudenza, ma anche delle domande coraggiose e curiose. Un esempio su tutti: l’Ai potrà giocare un ruolo decisivo nella lotta alla carenza di farmacisti? Di fronte a questa domanda è lecito ogni tipo di dubbio. Ma una volta esplicitati, questi dubbi dovranno essere esposti alla prova dei fatti, non al pregiudizio. Anche perché ciò che oggi appare critico e instabile nel mondo dell’Ai, potrebbe essere rapidamente risolto nel giro di pochi mesi».

Assofarm come innovatore del settore

Pieri ha infine chiosato che «sono oltre vent’anni che Assofarm rivendica con orgoglio il proprio ruolo innovatore del settore. La nuova remunerazione del farmacista e la Farmacia dei servizi sono solo i due esempi più eclatanti di cosa noi per primi abbiamo proposto a filiera e istituzioni. Non perderemo certo questa attitudine ora, di fronte ad una sfida che è tanto tecnologica quanto politica. Il problema non è l’algoritmo, ma chi lo scrive, con quali interessi, quale cultura sociale, quali limiti giuridici ed etici».

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