
È stato pubblicato l’8 gennaio il volume “I numeri del cancro in Italia 2025”, curato dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e dall’Associazione italiana registri tumori (Airtum) con il contributo di Fondazione Aiom, Osservatorio nazionale Screening, Passi, e Società italiana anatomia patologica e citologia diagnostica, con il quadro epidemiologico aggiornato sulle neoplasie nel Paese. Il documento ha analizzato incidenza, prevalenza, mortalità e sopravvivenza dei pazienti. In attesa dei dati Airtum di incidenza completi a partire dal 2018, le stime per il 2025 non mostrerebbero variazioni sostanziali rispetto all’anno precedente, con un numero di diagnosi compreso tra 360mila e 390mila. Tuttavia, gli autori del report ipotizzano una flessione nei prossimi anni del numero assoluto di casi per via del decremento demografico e della riduzione dei tassi di incidenza nella popolazione maschile.
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Screening oncologici: le marcate differenze territoriali
Il rapporto ha dedicato una sezione ai programmi di prevenzione secondaria. Per lo screening mammografico, nel 2024 l’estensione degli inviti ha raggiunto il 97% a livello nazionale, superando il target ottimale del 90%. La copertura è completa al Nord e al Centro, mentre è all’88% al Sud e Isole, sebbene in quest’ultima area si sia registrato un incremento di 45 punti percentuali dal 2020. La copertura degli esami effettivamente eseguiti raggiunge il target accettabile del 50% a livello nazionale, ma con valori del 62% al Nord, 51% al Centro e 34% al Sud. Per lo screening colorettale, l’estensione degli inviti è al 94%, con il Nord e il Centro al 99% e il Sud all’85%. La copertura da esami è al 33%, lontana dal target del 50%, con il Nord al 46%, il Centro al 32% e il Sud al 18%. Lo screening per la cervice uterina mostra un’estensione degli inviti ottimale del 117% in tutte le macro-aree, con una copertura da esami al 51%. Alcune Regioni hanno esteso le fasce d’età per mammografia e screening colorettale, seguendo raccomandazioni europee, ma con percentuali di adesione ancora contenute.
Persistono abitudini dannose e scarse campagne di counselling
La sezione sui fattori di rischio individuali, basata sui dati dei sistemi di sorveglianza Passi, ha mostrato un quadro critico. Nel biennio 2023-2024, il 24% degli adulti fra 18 e 69 anni fuma sigarette tradizionali. Sebbene la percentuale di fumatori sia in lento calo, si registra un aumento complessivo dei consumatori di prodotti da fumo, incluso un uso combinato di sigarette tradizionali, elettroniche e a tabacco riscaldato, che coinvolge il 5% della popolazione. L’abitudine al fumo è associata a svantaggio socioeconomico. Solo la metà dei fumatori riferisce di aver ricevuto il consiglio di smettere da un operatore sanitario. Riguardo al consumo di alcol, il 18% degli adulti ha un profilo di consumo a “maggior rischio”. Anche in questo caso, solo il 7% di questi ha ricevuto un consiglio per ridurne l’assunzione. La sedentarietà coinvolge il 27% della popolazione, con un chiaro gradiente a sfavore del Sud e delle persone con bassa istruzione o difficoltà economiche. L’eccesso ponderale interessa il 43% degli adulti, con le stesse disparità geografiche e sociali. Si rimanda alla versione integrale del report nella sezione “Documenti allegati”.
Piano oncologico nazionale 2023-2027 risposta alle sfide
Orazio Schillaci, ministro della Salute, ha spiegato che «La lotta contro il cancro è, per la nostra Nazione, un’assoluta priorità che richiede sostegno alla ricerca, cure sempre più personalizzate, servizi integrati, efficaci e sostenibili. Il Piano oncologico nazionale 2023-2027 è una risposta concreta a queste sfide: dall’integrazione dei percorsi assistenziali, al potenziamento della prevenzione, fino allo sviluppo della ricerca».
Migliorare l’adesione ai programmi di screening
Secondo Schillaci «l’epidemiologia dei tumori sta cambiando e la prevenzione è la leva strategica su cui investire. Promuovere stili di vita sani e incrementare l’adesione ai programmi di screening organizzati sono attività strategiche per ridurre il rischio di sviluppare molti tipi di tumore, consentire una diagnosi precoce e intercettare tempestivamente la malattia».
Documenti allegati
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