Fondazione Lilly: al via i primi tre progetti del Programma 30×30
Oltre 80 candidature da 12 regioni per dottorati su intelligenza artificiale, equità di accesso, e modelli predittivi: i primi esiti del Programma 30x30 di Fondazione Lilly.
La Fondazione Lilly per l’Italia ha comunicato i vincitori della prima edizione del Programma 30×30, progetto decennale che prevede un investimento complessivo di oltre 1,5 milioni di euro per il finanziamento di 30 dottorati di ricerca in 30 università italiane. L’iniziativa intende formare una nuova generazione di ricercatori specializzati in politiche sanitarie e governance del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Il bando, lanciato a luglio 2025, ha raccolto più di 80 proposte provenienti da università e centri di ricerca in Lazio, Veneto, Toscana, Liguria, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Molise, Sicilia, Trentino-Alto Adige, e Sardegna. La consistente partecipazione e il profilo scientifico delle candidature sono stati indicatori della vitalità del sistema accademico nazionale e della crescente domanda di collaborazione strutturata tra settore pubblico e privato nel campo della ricerca.
Valutazione e selezione dei progetti vincitori
Per il bando dedicato all’intelligenza artificiale, il progetto vincitore è quello presentato dall’Università di Pavia, dal titolo “Epistemologically grounded generative artificial intelligence for differential diagnosis and personalized therapy planning”. Nel bando sull’equità di accesso alle cure, è risultata vincitrice l’Università degli Studi di Roma Tre con il progetto “Sviluppo di un sistema di monitoraggio dell’equità sanitaria”. Infine, per il bando sui modelli predittivi nella programmazione sanitaria, il riconoscimento è andato all’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
Partecipazione ampia e di alto profilo scientifico
Federico Villa, direttore Generale della Fondazione Lilly per l’Italia, ha spiegato che «siamo felici e orgogliosi che questa prima edizione del Programma 30×30 abbia registrato una partecipazione così ampia e di alto profilo scientifico, con oltre 80 progetti provenienti da 12 Regioni italiane. Tutte le progettualità pervenute si sono distinte per l’elevato livello scientifico, confermando la qualità e la vitalità del sistema accademico nazionale».
Collaborazione pubblico-privato come modello strategico
Secondo Villa «l’alto numero di progetti presentati conferma come la collaborazione pubblico-privato rappresenti oggi un modello strategico per valorizzare il talento delle nuove generazioni e affrontare con tempestività e concretezza le sfide sanitarie del futuro. Promuovere una cultura condivisa che riconosca il valore della ricerca significa investire direttamente nella salute delle persone e nella sostenibilità del sistema sanitario di domani e Fondazione Lilly vuole contribuire in modo concreto e duraturo a questo percorso».
Supporto all’evoluzione sostenibile del Ssn
Benedetta Bitozzi, direttore Relazioni Esterna della Fondazione Lilly per l’Italia, ha sottolineato che «ora pronti per aprire un nuovo capitolo del nostro impegno per supportare l’evoluzione sostenibile del nostro servizio sanitario pubblico ad accesso universalistico. l nostro obiettivo è creare, a partire già da quest’anno, una piattaforma strutturale di confronto tra tutti gli attori del sistema salute Italia in cui i nuovi modelli di politica sanitaria identificati dai Dottorati possano prendere forma in proposte di efficientamento e semplificazione normativa. Apriremo questa piattaforma ad altri partner che, insieme a noi, vogliono continuare a supportare un accesso alla salute in Italia sempre più equo, uniforme e sostenibile, contribuendo a valorizzare il grande impegno del ministero della Salute, dell’Aifa e delle Regioni per accelerare l’accesso alle opportunità di cure innovative».