Dopo la competizione elettorale avvenuta lo scorso mese di giugno, che ha visto contrapposti Michele Di Iorio presidente uscente di Federfarma Napoli e Nicola Stabile, presidente di Federfarma Campania e Promofarma, conclusasi con 392 voti assegnati all’intera lista Di Iorio ed oltre 450 preferenze personali, l’associazione territoriale dei farmacisti partenopei ha reso noto di aver svolto la prima riunione del consiglio neoeletto, occasione in cui sono state assegnate le cariche. Nello specifico, l’assemblea ha proclamato Michele Di Iorio presidente di Federfarma Napoli per il triennio 2019-2022, Riccardo Maria Iorio vicepresidente, Gennaro Dello Iacovo tesoriere ed infine Pier Paolo Viviani segretario.

Ad essi si aggiungono Carlo Boscia, Sergio Brignola, Chiara Caliendo, Luigi Cirino, Giustino De Tommasis, Paolo Finelli, Mario Galli, Massimo Mautone, Edoardo Micillo, Lucio Morra, Francesco Pirozzi, Massimo Romano, Giovanni Russo, Paolo Sinno, Riccardo Terranova Barberio e Francesca Paola Terrusi, con la carica di consiglieri. Il farmacista Domenico Iavarone è rappresentante dei rurali, mentre, il collegio dei probiviri è assegnato a Lucio Marcello Falconio, Antonio Iuliano, Fiammetta Tura. Infine, Filippo Cifariello, Gaetano Leone, Tommaso Musella, Raffaele Papa e Adele Pianese nominati per il collegio dei sindaci.

«Sono lusingato – spiega Michele Di Iorio – per il record di affluenza che testimonia il senso di appartenenza dei titolari di farmacia napoletani al ruolo di Federfarma Napoli, indipendentemente dalla preferenza per una o l’altra lista. Sono e sarò impegnato con le colleghe ed i colleghi del consiglio a garantire il governo dell’ordinario, conservando sempre l’energia per affrontare eventuali criticità in un rapporto dialettico con le istituzioni, collaborativo con i vertici nazionali del sindacati». Dando un sguardo al futuro, Di Iorio evidenzia che «lavoreremo ponendo sempre al centro l’interesse dei cittadini che con fiducia si rivolgono alla rete delle farmacie unitamente a quelli che sono i diritti dei titolari di farmacia. Interessi degli uni e diritti degli altri, di fatto sempre convergenti, talvolta compromessi dalle burocrazie».

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