Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, si è svolto domenica 19 maggio, presso la Sala Auditorium Museo dell’Automobile di Torino, il convegno «Un nuovo modello di convenzione e remunerazione per la farmacia», al quale hanno partecipato numerosi esponenti della categoria e rappresentanti delle istituzioni, con il contributo incondizionato di Teva. Tra questi, Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani e Marco Cossolo, presidente di Federfarma, secondo i quali è necessario condividere prospettive in maniera sinergica al fine di valorizzare, nelle risorse professionali ma anche economiche, la farmacia di comunità, nata proprio a Torino, città sede dell’evento. «Ritorno degli innovativi sul territorio, ingresso dei capitali nella proprietà delle farmacie, vendita di farmaci negli esercizi di vicinato», sono questi gli aspetti che secondo Mandelli «è indispensabile affrontare per consentire al farmacista di comunità di essere realmente quel presidio sanitario oggi indispensabile al nuovo modello di sanità e alla più efficace tutela della salute». Inoltre, evidenzia Mandelli, riaffermare «con forza che il rapporto con il Servizio sanitario nazionale è fondamentale non per puntellare la farmacia come attività commerciale, ma per consentire al farmacista di essere un professionista della salute e questo è incompatibile innanzitutto con un prezzo medio della confezione rimborsata che oggi è pari pari a poco più del prezzo di un caffè».

Dello stesso avviso è Marco Cossolo, il quale evidenzia che «non è pensabile che la dispensazione in regime di Ssn serva a generare traffico nella farmacia, libera poi di proporre altri servizi e prodotti magari estranei alla sua vocazione sanitaria, perché quella è la via imboccata in tutto il mondo dalle società di capitali». In questo senso, la condivisione di prospettive comuni per lavorare su questi temi è «un vantaggio fondamentale in una fase cruciale come quella attuale». Nel corso della mattinata si sono susseguiti diversi interventi e tavole rotonde. Luigi d’Ambrosio Lettieri, vice presidente della Fofi, «ha fatto il punto sull’ultimo sviluppo in tema di farmacia dei servizi, ovvero l’avvio del lavori del Tavolo voluto dal ministero della Salute per stabilire quali servizi attivare, e con quali modalità, nell’ambito della sperimentazione del nuovo modello in nove Regioni, finanziata con 36 milioni di euro nella Legge di Bilancio 2018». Lavoro che, spiega d’Ambrosio Lettieri «è la premessa anche all’ottenimento di positivi risultati nei tavoli in seno al rinnovo della convenzione e che ha già individuato nelle funzioni di front office (come il Cup) e nei servizi cognitivi gli aspetti centrali». Aspetti comunque rientranti nell’ambito della nuova convenzione. A tal proposito Marco Bacchini, presidente di Federfarma Verona, con riferimento alle trattative di rinnovo, ha ricordato come «l’atto di indirizzo licenziato nel 2017 dal Comitato di settore Regioni-Sanità parlasse espressamente di presa in carico del paziente, formula che ricomprende tutti questi aspetti».

Infine, ultimo ma non meno importante, il tavolo della Remunerazione, che avrà il compito di quantificare economicamente le prestazioni professionali e le nuove funzioni della farmacia. Maurizio Pace, segretario della Fofi, ha evidenziato che «la farmacia dei servizi dovrà garantire prestazioni uniformi e di qualità su tutto il territorio, ma a questo dovranno corrispondere una remunerazione altrettanto omogenea e anche un riflesso sulla tematica previdenziale, dal momento che di prestazioni professionali si parla». Idea che ha trovato l’ottimismo di Roberto Tobia, segretario di Federfarma, rispetto alla possibilità «di giungere a una definizione adeguata di questo capitolo». In aggiunta, Silvia Pagliacci, presidente del Sunifar, spiega che bisogna riconsiderare anche la dispensazione dei farmaci a carico del Ssn, «che nelle farmaci più piccole e nelle rurali, quelle cha già di fatto prendono in carico il paziente, rappresenta oltre il 60 per cento del fatturato, con punte del 68 per cento al Sud». Sul modus operandi, Mario Giaccone, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Torino e tesoriere della Fofi ha evidenziato che «nel valorizzare e remunerare le prestazioni del farmacista occorre abbandonare la “logica dei silos”», ovvero «aumentare la compliance del paziente può anche comportare un aumento della spesa farmaceutica, ma questo va commisurato al risparmio in termini di minori ricoveri, di minori prestazioni ad alto costo».

© Riproduzione riservata