Dopo l’appello della Fofi e del Mnlf, Federfarma sollecita nuovamente il governo affinché metta in atto misure finalizzate a proteggere i farmacisti dal rischio di esposizione di coronavirus. In una nota diffusa martedì 10 marzo, indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza, la sigla di categoria incalza il governo nel dotare i farmacisti di «dispositivi di protezione individuale – si legge nella nota -, tali da garantirne l’incolumità nel continuo e diuturno contatto con un’utenza potenzialmente affetta dal virus, prevedendo, quindi, l’attivazione, per il tramite delle strutture di protezione civile, di canali di distribuzione dedicati all’approvvigionamento di mascherine Ffp2 e Ffp3 a favore dei colleghi, in analogia a quanto praticato nei confronti del personale medico e infermieristico».

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Inoltre, l’appello di Cossolo al ministro Speranza riguarda la possibilità di operare a battenti chiusi: «La prego poi di considerare l’ipotesi di consentire ai colleghi, in via opzionale, di svolgere il proprio servizio a battenti chiusi, così riducendo due fattori di pericolo: quello a cui i colleghi sono esposti nel contatto con l’utenza e quello per i cittadini che difficilmente riescono a mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro allorquando si stazioni all’interno o all’esterno della farmacia». Appelli che, nonostante il rischio di contagio da parte di professionisti sanitari cruciali per il supporto alla popolazione, sembrerebbero tuttora rimasti inascoltati.

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