Clinical Trials & Research

Esofagite eosinofila, i risultati di studio su trattamento per adolescenti e adulti

Sono stati presentati i risultati completi di studio di Fase 2b su trattamento nell’esofagite eosinofila per adolescenti e adulti.


Sono stati presentati il 22 ottobre 2026 i risultati completi dello studio di Fase 2b Crossing su tezepelumab nell’esofagite eosinofila nella sessione orale late-breaking alla United european gastroenterology week, a Barcellona. Lo studio ha coinvolto persone adolescenti e adulti con esofagite eosinofila sintomatica e non controllata nonostante il proseguimento delle terapie di base. Stando ai dati diffusi da AstraZeneca, tezepelumab, somministrato per via sottocutanea ogni quattro settimane, ha raggiunto miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti rispetto al placebo negli endpoint co-primari relativi alla remissione istologica e alla riduzione della frequenza e severità della disfagia, già alla settimana 24, con effetti mantenuti fino alla settimana 52 secondo gli endpoint secondari chiave.

Dati clinici e implicazioni per la pratica terapeutica

Alla settimana 24 la remissione istologica è stata raggiunta dal 64,8% dei pazienti trattati con la dose da 210 mg e dal 68,9% di quelli trattati con la dose da 420 mg, contro il 3,5% del gruppo placebo, con valore di significatività p<0,001. La disfagia, misurata con il Dysphagia symptom questionnaire, si è ridotta rispetto al basale di 18,8 punti con la dose da 210 mg e di 22,0 punti con la dose da 420 mg, a fronte di una riduzione di 14,7 punti nel gruppo placebo. Alla settimana 52 la remissione istologica è stata confermata nel 67,8% e nel 63,3% dei pazienti trattati rispettivamente con le due dosi, contro il 5,4% del placebo, mentre il miglioramento dei sintomi è proseguito con riduzioni medie del punteggio Dsq di 22,1 e 24,0 punti, rispetto a 13,2 punti con placebo.

I risultati Eoe e il profilo di sicurezza

Sul piano endoscopico, misurato tramite l’Eoe Endoscopic reference score, sono stati osservati miglioramenti significativi alle settimane 24 e 52, con una remissione endoscopica completa raggiunta, alla settimana 52, dal 34,4% dei pazienti con la dose da 210 mg e dal 29,5% di quelli con la dose da 420 mg, contro il 4,1% del placebo. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello osservato nelle indicazioni già approvate per tezepelumab, con rinofaringite, cefalea e diarrea tra gli eventi avversi più frequentemente riportati.

Caratteristiche dello studio

Lo studio Crossing è un trial randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, multicentrico e a gruppi paralleli, che ha arruolato complessivamente 368 pazienti di età compresa tra 12 e 80 anni con esofagite eosinofila sintomatica e istologicamente attiva, randomizzati in rapporto 1:1:1 a ricevere tezepelumab 210 mg, tezepelumab 420 mg o placebo. Durante lo studio i partecipanti hanno potuto proseguire le terapie di base per la patologia, incluse quelle a base di inibitori di pompa protonica e corticosteroidi topici deglutiti, purché stabili prima dell’arruolamento.

Anticorpo monoclonale Tezepelumab

Quanto a Tezepelumab è un anticorpo monoclonale umano che inibisce la linfopoietina stromale timica, citochina coinvolta nell’attivazione di diverse cascate infiammatorie. Il farmaco risulta già approvato per il trattamento dell’asma grave negli Stati Uniti, nell’Unione europea, in Cina, in Giappone e in oltre 70 Paesi, oltre che per la rinosinusite cronica con poliposi nasale in Stati Uniti, Unione europea, Cina e Giappone. Nell’ottobre 2021 ha ricevuto dalla Food and drug administration statunitense la designazione di farmaco orfano per l’esofagite eosinofila. Sono in corso gli studi di Fase 2b Journey ed Embark relativi alla broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Evidenze a supporto di tezepelumab e del suo potenziale

Sharon Barr, Executive Vice President, Biopharmaceuticals R&D di AstraZeneca, ha spiegato che «gli importanti risultati dello studio Crossing supportano ulteriormente l’ampio potenziale di tezepelumab e del suo peculiare meccanismo d’azione, che agisce sulla Tslp all’origine della cascata infiammatoria. Questi dati rafforzano il solido corpo di evidenze a supporto di tezepelumab e del suo potenziale nel trasformare gli outcome dei pazienti in diverse patologie infiammatorie di origine epiteliale. Siamo impazienti di condividere i dati dello studio Crossing con le autorità regolatorie, con l’obiettivo di rendere tezepelumab disponibile il prima possibile per i pazienti che convivono con l’esofagite eosinofila».

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