Clinical Trials & Research

Tozorakimab nella Bpco: gli studi di Fase 3 Oberon e Titania

Sono stati pubblicati i risultati degli studi Oberon e Titania che hanno esaminato l’efficacia dell’anticorpo monoclonale tozorakimab.


Tozorakimab, anticorpo monoclonale sviluppato da AstraZeneca, ha dimostrato riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante delle riacutizzazioni moderate e gravi di broncopneumopatia cronica ostruttiva negli studi di Fase 3 Oberon e Titania. I dati completi sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e presentati come intervento late-breaker nel corso del Congresso della European Respiratory Society 2026 a Barcellona. Nella popolazione primaria composta da ex fumatori, la somministrazione di tozorakimab 300 mg ogni quattro settimane ha portato a una riduzione del 29% (Oberon) e del 34% (Titania) delle riacutizzazioni rispetto al placebo aggiunto alla terapia inalatoria standard. Nell’intera popolazione, che includeva sia ex fumatori sia fumatori attuali, la riduzione è risultata del 30% in Oberon e del 29% in Titania. I pazienti arruolati presentavano una storia di almeno due riacutizzazioni moderate o una grave nei dodici mesi precedenti e provenivano da tutti i livelli di eosinofili nel sangue e stadi di gravità polmonare.

Effetti clinici osservati in tutti i sottogruppi di pazienti

L’analisi aggregata dei due studi ha evidenziato una riduzione clinicamente significativa delle riacutizzazioni moderate e gravi in tutti i sottogruppi predefiniti, indipendentemente dalla conta basale degli eosinofili. Nei pazienti con un valore di eosinofili inferiore a 150 cellule per microlitro la riduzione è stata del 23%, in quelli con valore pari o superiore a 150 ha raggiunto il 34% e in quelli con valore pari o superiore a 300 il 43%. In un poster presentato allo stesso congresso, AstraZeneca ha mostrato i risultati di un’analisi integrata che ha documentato una riduzione del mucus plug score, un indicatore di ostruzione da muco associato a un peggioramento degli esiti nella Bpco: tozorakimab risulta il primo biologico a dimostrare tale effetto in un’ampia popolazione. Il profilo di sicurezza del farmaco è apparso favorevole, con una buona tollerabilità generale, l’unico evento avverso riportato con maggiore frequenza rispetto al placebo è stata una reazione al sito di iniezione.

Iter regolatorio e sviluppi futuri del farmaco

La Biologics License Application per tozorakimab come trattamento di mantenimento aggiuntivo per pazienti adulti con Bpco è stata accettata con designazione Priority Review dalla Food and drug administration statunitense. Il farmaco è attualmente sottoposto a revisione anche da parte delle autorità regolatorie europee e cinesi. Tozorakimab agisce inibendo in modo selettivo l’interleuchina 33 nelle sue forme ridotta e ossidata, interferendo a monte della cascata infiammatoria e interrompendo il ciclo di disfunzione del muco. Il composto è oggetto di uno studio di Fase 3 nell’asma grave e di uno studio di Fase 3 nelle infezioni virali gravi delle basse vie respiratorie.

Approccio clinicamente validato

Sharon Barr, Executive Vice President, Biopharmaceuticals R&D, AstraZeneca, ha spiegato che «i risultati rivoluzionari di tozorakimab nei due studi presentati oggi, definiscono un nuovo standard relativamente agli outcome di trattamento della Bpco in un’ampia popolazione di pazienti. AstraZeneca ha validato clinicamente l’innovativo approccio di avere come target il segnale attivante delle due forme dell’Il-33 per diminuire sia l’infiammazione che il ciclo della disfunzione del muco. A seguito della Priority Review da parte della Fda ottenuta dal farmaco, ci auspichiamo di poter mettere a disposizione dei pazienti questo trattamento il prima possibile».

© Riproduzione riservata