Con la diffusione del coronavirus in Italia anche i farmacisti sono sempre più esposti ad un possibile contagio. Dopo una lettera inviata al governo e un’ulteriore intervento in cui veniva evidenziata la carenza di misure volte ad escludere l’eventuale contagio da coronavirus dei farmacisti a contatto con il pubblico, il Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) riaccende i rifletturi sulla questione coronavirus. Questa volta sollecitando l’esecuzione del tampone a tutti i farmacisti.

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Ciò in seguito alle «diverse segnalazioni provenienti particolarmente dal nord Italia, ma anche da altre regioni del centro e sud, ci vengono segnalati numerosi casi di farmacisti positivi al Covid-19 o in quarantena» relativi a «colleghi che hanno ricevuto il contagio perché a contatto con il pubblico». Alla luce dell’evoluzione del contagio, dunque, il Mnlf puntualizza che «i dispositivi rimangono ancora insufficienti e ogni farmacia o parafarmacia ha cercato di rimediare senza un coordinamento nazionale».

Ciò anche alla luce del fatto che “i farmacisti che operano in parafarmacia, farmacia, ma anche i colleghi ospedalieri rappresentano un anello fondamentale nella rete che deve sostenere la lotta al corona-virus, essi vanno protetti come gli altri operatori e di questo compito se ne deve occupare la protezione civile». Da qui, l’appello del Mnlf: «Reiteriamo la richiesta di svolgere il servizio a battenti chiusi (modalità turno) almeno nelle zone ad alta incidenza di contagio» e «che a tutti i colleghi che operano a contatto con il pubblico venga fatto il tampone, questo sia per tutelare i farmacisti e le loro famiglie sia per tutelare i cittadini».

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