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Conferenza del CIRFF, le riflessioni emerse su economia, hi-tech e SSN

La conferenza organizzata dal CIRFF dell’università Federico II di Napoli è stata particolarmente ricca di spunti e riflessioni.


CIRFFSi è tenuto giovedì 17 settembre 2015, presso l’aula magna del dipartimento di Farmacia dell’università di Napoli Federico II, il convegno intitolato “I Sistemi Sanitari in Europa e le sfide di Horizon 2020”, organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca in Farmacoeconomia e Farmacoutilizzazione (CIRFF) dell’ateneo campano. L’incontro si è concentrato sulle strategie che nei prossimi anni segneranno la sostenibilità dei sistemi sanitari nazionali. I diversi sistemi europei, infatti, hanno dovuto affrontare una serie comune di nuove e complesse sfide: dal crescente invecchiamento della popolazione, con un conseguente aumento di malattie croniche, a un significativo incremento della spesa sanitaria a causa di una domanda sempre maggiore. Ma i problemi non si esauriscono a tali ambiti: è caratteristica comune anche la carenza, nonché la non omogenea distribuzione, dei professionisti della salute, così come di tassi di disuguaglianza crescenti nell’accesso alle cure sanitarie.
Per queste ragioni, i relatori (da Antonio Golini a Theodore Vontetsianos, da Alpana Mair ad Alexandra Prados-Torres) hanno posto l’attenzione soprattutto sulle potenzialità della figura del farmacista e della rete delle farmacie, quale parte integrante dei servizi sanitari nazionali. Ampio spazio è stato poi dedicato al ruolo chiave della “Information and Communications Technology” nell’integrazione delle cure, all’utilizzo delle banche dati sanitarie quale strumento a supporto delle politiche sanitarie e ai nuovi programmi Horizon 2020 dell’Unione europea.
A tal proposito, Giuseppe Turchetti, docente dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha sottolineato nel suo intervento come «si siano oramai affermate e diffuse straordinarie innovazioni tecnologiche sia per la fase di diagnosi che per quella di terapia. Queste soluzioni, ovviamente, hanno dei costi che si vanno ad aggiungere a quelli legati all’allungamento delle aspettative di vita delle persone. È importante, quindi, ragionare su come riuscire a tenere sotto controllo questa spesa e renderla sostenibile per i nostri sistemi sanitari». «È statisticamente provato – ha aggiunto Ettore Novellino, direttore del dipartimento di Farmacia dell’ateneo federiciano – che l’ottanta per cento della spesa sanitaria per ogni individuo si condensi nei suoi ultimi tre anni di vita. Questo dato deve spingerci a rimodulare la nostra struttura sanitaria e di welfare per far sì che il sistema non arrivi al collasso».

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