«I farmacisti italiani, in qualità di professionisti del farmaco, sono ogni giorno in prima linea nell’ affrontare questa terribile pandemia che già ha visto la morte di decine di colleghi. Sono iniziate le vaccinazioni contro il Covid, ma si registra tra i colleghi un certo disorientamento e una certa preoccupazione: quando saranno vaccinati? Devono ritenersi dei Sanitari, quindi categoria prioritaria da vaccinare nella prima fase? Auspichiamo l’invio di una lettera a tutti i farmacisti italiani che chiarisca questi aspetti e un impegno forte della Fofi per la tutela della salute del farmacista, anche in considerazione del fatto che ogni giorno viene a contatto con quei soggetti fragili che potrebbero rischiare gravi conseguenze se esposti al contagio». Con queste parole, l’Associazione nazionale professionale farmacisti non titolari (Conasfa) si rivolge in una lettera ad Andrea Mandelli, presidente della Federazione ordini farmacisti italiani (Fofi) e per conoscenza agli Ordini provinciali dei farmacisti e al Ministro della salute, Roberto Speranza. La comunicazione fa seguito ad altre recenti segnalazioni da parte di Conasfa, volte a chiedere maggiore tutela e indicazioni chiare per l’attività dei farmacisti.

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«Una professione in continua evoluzione necessita di confronto e protocolli sicuri»

«Il lavoro del farmacista è cambiato, sempre più spesso gli è richiesto di eseguire autoanalisi e servizi di telemedicina senza nessuna previsione di tutela per il rischio biologico». – aveva sottolineato Conasfa in una nota dello scorso ottobre, commentando il progetto di avvalersi della farmacia per l’effettuazione di test rapidi salivari e test sierologici per l’individuazione degli individui positivi al Covid-19. Secondo la sigla è pertanto fondamentale avviare nuove attività solo dopo un confronto di categoria, che porti all’elaborazione di un protocollo che i professionisti possano seguire per garantire la sicurezza di operatori, pazienti, altri lavoratori della farmacia e di tutta la clientela, oltre ad assicurare il rispetto della privacy del paziente stesso.

Formazione, tutela e uniformità non devono mancare

La situazione venutasi a creare con l’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia in corso, ha enfatizzato alcune questioni che già Conasfa ha portato all’attenzione del settore parlando dello sviluppo della Farmacia dei servizi, nella quale si sono inserite le prestazioni relative al contenimento dei contagi. Conasfa ha messo in luce l’esigenza per gli operatori di ricevere un’adeguata formazione e una corretta remunerazione per le nuove incombenze che si trova a dover gestire. Non ultimo, le procedure stabilite devono essere omogenee per tutte le farmacie. «È importante – spiega Conasfa – se si vuole introdurre nuovi servizi, che si possano assicurare procedure uniformi in tutte le farmacie, evitando iniziative improvvisate come quelle mostrate in TV che rischiano oltretutto di deteriorare l’immagine del farmacista come professionista della salute e della Farmacia come sede della “Farmacia dei Servizi”».

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