«Tutti i titolari di parafarmacia devono essere iscritti al consorzio Conai». A ribadirlo è Davide Giuseppe Gullotta, dirigente della Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, in un video pubblicato sul proprio canale YouTube, nel quale ha risposto ad una serie di sollecitazioni sul tema arrivate da alcuni colleghi. «Chiunque venda merce non sfusa – prosegue il dirigente -, quindi all’interno di un blister, un cartonato o altro, è obbligato ad iscriversi al Conai. Chi non lo fa e vende una confezione di sciroppo o di paracetamolo rischia di farsi comminare una multa che può andare fino a 5.000 euro».

Gullotta ha quindi ricordato che «è vero che occorre ottemperare a numerose norme e avere a che fare con moltissimi enti per poter essere un piccolo imprenditore o professionista. E a volte la burocrazia è anche confusa e asfissiante. In questo caso però dico ai colleghi di iscriversi al Conai senza timori: farlo costa circa 5-6 euro e vale per sempre. Non occorre rinnovare nulla. Pagare una cifra così bassa, di fronte invece al rischio di ricevere una pesante multa, vale decisamente la pena». In termini tecnici, è possibile iscriversi al Conai «sul sito, attraverso il portale www.impresainungiorno.gov.it (in questo caso occorre accedere ed iscriversi per via elettronica con spid), oppure in modo più “classico” scaricando un modulo di adesione dal sito www.conai.org e inviandolo o via Pec o via raccomandata con ricevuta di ritorno». Gullotta ricorda poi un «piccolo particolare»: «Chi dovrebbe essere deputato al controllo sulle iscrizioni consorzio Conai sono gli uomini della polizia provinciale. Chi di voi ha mai visto girare per nelle proprie città o nei propri paesi un’auto della polizia provinciale? A me sarà capitato, forse, una sola volta. Detto ciò il pagamento è talmente irrisorio, e la multa talmente salata, che non è ragionevole rischiare».

Infine, il dirigente della Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane sottolinea che «se si importano dei prodotti dall’estero occorre compilare un modulo specifico. Secondo le informazioni che ho raccolto, se si comprano prodotti da un’azienda straniera che, essendo situata al di fuori dei confini, non paga il consorzio Conai, è necessario appunto adempiere a tale ulteriore obbligo burocratico».

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