codici sulle confezioni dei farmaci«Si vendono sempre più confezioni dotate del QR code, ma il processo di diffusione è lento»: il presidente di Federfarma Verona Marco Bacchini fa il punto della situazione sulla comparsa dei codici a barre sulle confezioni dei farmaci, iniziata da quest’anno. Si tratta di codici leggibili con applicazioni dedicate che riportano informazioni importanti per i pazienti e per tutto il circuito legale della farmaceutica. Siamo a fine 2016 e i due codici ad oggi presenti su molte confezioni di farmaci sono il QR code, che offre la possibilità di leggere il foglietto illustrativo in 10 lingue, tra le più parlate nel mondo e in Italia, e il codice bidimensionale datamatrix, strumento di controllo antifrode, che però è ancora “vuoto” e non utilizzabile. L’unico codice attivo per adesso è quindi il primo, leggibile attraverso apposite applicazioni su smartphone e tablet. «C’è molta curiosità da parte della gente, che chiede di cosa si tratta e a cosa serve il codice – spiega il presidente dell’Associazione dei titolari di farmacia di Verona – I lunghi tempi di diffusione sono necessari soprattutto per lo smaltimento delle vecchie confezioni, ma diciamo che tutte le aziende farmaceutiche si sono attivate in tal senso, non c’è maggiore attenzione da parte di una o dell’altra. Le tipologie di farmaci interessate sono tutte: si è partiti dalla cardioaspirina, ma adesso troviamo i codici sugli antidepressivi, gli antistaminici e tanti altri». Si tratta di strumenti creati per rendere fruibili tutte le informazioni legate ai prodotti farmaceutici, anche agli stranieri, evitandone quindi un uso improprio, e per tutelare il comparto che subisce sempre più attacchi dal commercio fuorilegge, provocando danni alla salute dei cittadini. «La presenza di stranieri è sempre più consistente – sottolinea Bacchini – Fino a qualche anno fa erano poche le persone straniere che entravano in farmacia, ora invece ogni giorno, anche in farmacie di periferia come la mia, ci troviamo a parlare in inglese, perché molti non comprendono e non parlano correttamente l’italiano. I codici servono inoltre ad avere maggiore controllo sulle filiere del farmaco e offrire alle farmacie l’opportunità di inserire nei sistemi informatici la data di scadenza delle confezioni: oltre alla lettura fisica del prodotto si ha anche l’alert elettronico». Entro il 2025 verrà inoltre apposto sulle confezioni dei prodotti legali il codice EMA che, seguendo una direttiva europea, rivestirà un ruolo importante nella lotta alle falsificazioni.
«Vedremo se e quando verrà introdotto – conclude Bacchini – Le tempistiche sono lunghe. Quando tutto il sistema dei codici sarà a regime rappresenterà una grande opportunità sia per i farmacisti che per i pazienti».

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