Il 13 febbraio 2019 il Parlamento europeo si è pronunciato a favore dell’uso terapeutico della cannabis. «La risoluzione adottata dagli eurodeputati – ha dichiarato Guillaume Blas, co-relatore dell’atto, secondo quanto riportato dalla testata specializzata francese Le Quotidien du Pharmacien – chiede di porre in essere una strategia comune al fine di far sì che i pazienti possano accedere alla sostanza in modo legale all’interno dei Paesi membri».

Lo stesso giornale sottolinea come la posizione assunta dal Parlamento di Strasburgo sia sostanzialmente simile a quella espressa dall’Agenzia transalpina per la sicurezza dei farmaci e dei prodotti sanitari, che nel mese di dicembre del 2018 aveva fornito un parere positivo in merito all’uso della cannabis a scopo terapeutico. La risoluzione Ue spiega in particolare che l’uso della sostanza dovrà in ogni caso essere inquadrato da normative ad hoc e che riguarderà unicamente alcune patologie. Nello specifico, potrà essere autorizzato per il trattamento dei dolori cronici, come antiemetico in caso di nausee provocate da chemioterapie, nei pazienti affetti da spasticità, sclerosi a placche, ma anche in caso di ansia o di sindromi da stress post-traumatico. I parlamentari europei hanno inoltre indicato che i medici dovranno seguire una formazione particolare sugli aspetti scientifici e terapeutici della cannabis. Infine, nel documento approvato si chiede di incoraggiare la ricerca scientifica nel campo, fornendo ad essa i finanziamenti di cui necessita.

Come riportato ai propri lettori da FarmaciaVirtuale.it, l’uso della cannabis terapeutica è da tempo oggetto in Italia di polemiche. In ragione di problemi nella normativa, di difficoltà nell’approvvigionamento della sostanza, ma anche per il fiorire di “Green shop” denunciato da alcuni esponenti politici non favorevoli alla diffusione sul territorio.

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