Farmacovigilanza

Cannabis ad uso medico, nel secondo semestre 2019 22 casi di sospette reazioni avverse

L’Istituto superiore di sanità ha reso noti i dati relativi alle sospette reazioni avverse conseguenti all’uso di cannabis terapeutica.


«Dal 1 luglio al 31 dicembre 2019 sono pervenute al sistema di fitosorveglianza 22 segnalazioni di sospette reazioni avverse associate a uso medico di cannabis». A darne notizia è il Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, in seno all’Istituto superiore di sanità (Iss). L’organismo di controllo fa sapere inoltre che «l’età mediana dei pazienti era di 56 anni e le donne rappresentavano l’81% del totale». In aggiunta a ciò, l’organizzazione fa sapere che «dalla relazione emerge anche che il motivo d’uso prevalente era il dolore cronico o neuropatico. In 14 casi (64%) era indicato l’uso concomitante di farmaci. Quattro reazioni sono state segnalate come gravi». L’Iss puntualizza che «tutte le segnalazioni sono state valutate, secondo le modalità del sistema di fitosorveglianza. In 10 segnalazioni (46%) il nesso di causalità è risultato probabile».

In merito all’uso terapeutico della cannabis, lo corso gennaio la Commissione nazionale formazione continua ha introdotto la Cannabis terapeutica tra gli obiettivi formativi per i professionisti sanitari. «Gli eventi in materia di utilizzo della cannabis terapeutica nelle pratiche di gestione del dolore rientrano nell’ambito delle tematiche di interesse nazionale e sono inserite nell’obiettivo formativo n. 21 “Trattamento del dolore acuto e cronico. Palliazione”». È quanto deliberato dalla Commissione nazionale per la formazione continua (Cnfc), il 18 dicembre 2019. «Tale tematica – si legge nella delibera – sarà attiva solo per il triennio 2020-2022».

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