Clinical Trials & Research

Cancro dell’endometrio, i risultati dello studio di Fase 3 Trofuse-005

Lo studio di Fase 3 Trofuse-005 ha confrontato il farmaco sacituzumab tirumotecan con la chemioterapia standard nelle pazienti con cancro dell’endometrio avanzato o ricorrente già trattate.


L’anticorpo farmaco-coniugato sperimentale sacituzumab tirumotecan (sac-Tmt) ha ridotto del 32% il rischio di morte e del 41% il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto alla chemioterapia standard nelle pazienti con cancro dell’endometrio avanzato o ricorrente già trattate con chemioterapia a base di platino e immunoterapia anti-Pd-1/L1. I risultati, relativi allo studio di Fase 3 Trofuse-005, sono stati presentati al congresso 2026 della Società europea di oncologia medica (Esmo), e pubblicati sulla rivista The Lancet. Il farmaco, diretto contro la proteina Trop2, è sviluppato da Msd in collaborazione con Kelun-Biotech. Il carcinoma endometriale è il quarto tumore più frequentemente diagnosticato tra le donne in Italia, con circa 8.650 ulteriori diagnosi registrate nel 2024.

Studio Trofuse-005: i numeri della sopravvivenza

Lo studio Trofuse-005 ha coinvolto 776 donne con carcinoma endometriale la cui malattia era progredita dopo precedenti trattamenti con chemioterapia a base di platino e immunoterapia, somministrate in combinazione oppure in momenti distinti. La sperimentazione, di tipo randomizzato, è stata condotta in 242 centri dislocati in 31 Paesi. Nell’analisi finale, con un follow-up mediano di 14,0 mesi, sac-Tmt ha mostrato miglioramento statisticamente significativo in entrambi gli endpoint primari: la sopravvivenza globale mediana è risultata pari a 19 mesi nel braccio trattato con sac-Tmt, contro i 12 mesi del gruppo sottoposto al trattamento a scelta del medico, basato su doxorubicina o paclitaxel, con una riduzione del rischio di morte del 32% corrispondente a un hazard ratio di 0,68. La sopravvivenza libera da progressione mediana è stata di 7,2 mesi con sac-Tmt rispetto a 3,9 mesi con la terapia di confronto, pari a una riduzione del rischio di progressione o morte del 41% con hazard ratio di 0,59. Anche l’endpoint secondario chiave, il tasso di risposta obiettiva, è migliorato in modo marcato, passando dal 17% registrato con il trattamento a scelta del medico al 35% ottenuto con sac-Tmt, con durata mediana della risposta di 11 mesi nel braccio sperimentale contro 7 mesi nel braccio di confronto.

I risultati paralleli dello studio Keynote-C93 su pembrolizumab

Al congresso Esmo 2026 sono stati presentati anche i dati dello studio di Fase 3 Keynote-C93/Gog-3064/Engot-en15, anch’essi pubblicati contemporaneamente su The Lancet. Lo studio ha valutato pembrolizumab, terapia anti-Pd-1 sviluppata da Msd, somministrato in monoterapia in pazienti con carcinoma dell’endometrio avanzato o ricorrente caratterizzato da deficit del sistema di riparazione del mismatch, non precedentemente trattate con chemioterapia sistemica oppure andate incontro a recidiva dopo una precedente terapia adiuvante. Al follow-up di 36 mesi, la sopravvivenza libera da progressione mediana ha raggiunto i 38 mesi nel gruppo trattato con pembrolizumab, a fronte di 8 mesi nel gruppo trattato con la sola chemioterapia, con una riduzione del rischio di progressione della malattia pari al 43% e un hazard ratio di 0,57. Sempre a 36 mesi, la sopravvivenza globale è risultata pari al 70% nel gruppo pembrolizumab, rispettso al 62% registrato nel gruppo trattato con chemioterapia.

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