Non vengono citate le farmacie, ma potrebbero essere coinvolte nel processo di verifica e controllo che il Garante per la protezione dei dati personali metterà in atto nel prossimo semestre nei confronti di «istituti di credito, sanità, sistema statistico nazionale (Sistan), Spid, telemarketing, carte di fedeltà, grandi banche dati pubbliche». Processo che, a seguito dell’attività ispettiva di iniziativa curata dal Garante, anche per mezzo della Guardia di finanza, per il solo anno 2018, ha portato all’incasso di ben 8 milioni di euro di sanzioni riscosse, con un incremento pari al +116%, rispetto al periodo precedente. Cifre di non poco conto che tuttavia potrebbero aumentare se si considerano, in senso allargato, i settori della sanità e delle carte fedeltà. Queste ultime parte integrante delle attività di marketing delle farmacie.

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«L’attività ispettiva – si legge in una nota del Garante -, svolta anche in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, riguarderà innanzitutto i trattamenti di dati effettuati dalle banche, con particolare riferimento ai flussi legati all’anagrafe dei conti». Inoltre, specifica, «i trattamenti di dati effettuati dalle Asl e poi trasferiti a terzi per il loro utilizzo a fini di ricerca», nonché «la gestione delle carte di fidelizzazione da parte delle aziende», «il rilascio dell’identità digitale ai cittadini italiani (Spid)», ed infine «il Sistema integrato di microdati (Sim) dell’Istat». Infine, avverte il Garante, «i controlli si concentreranno anche sull’adozione delle misure di sicurezza da parte di pubbliche amministrazioni e di imprese che trattano dati sensibili, il rispetto delle norme sull’informativa e il consenso, la durata della conservazione dei dati da parte di soggetti pubblici e privati. L’attività ispettiva verrà svolta anche in riferimento a segnalazioni e reclami con particolare attenzione alle violazioni più gravi».

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