I ricercatori under 30 delle Università italiane sono stati al centro della serata-evento che martedì 24 febbraio a Milano ha presentato il sessantacinquesimo Simposio dell’Associazione farmaceutici dell’industria (Afi), a Rimini dal 10 al 12 giugno 2026. La serata meneghina, alla Fondazione Istituto dei ciechi di Milano – alla quale ha partecipato anche FarmaciaVirtuale.it –, è stata una vetrina che ha anticipato temi, protagonisti e opportunità del prossimo Simposio, che si intitolerà “L’industria della salute nel tempo dell’intelligenza artificiale”. Il tema conduttore riguarderà infatti l’osservata speciale dell’attuale periodo storico, esaminata in questo contesto come il motore della ricerca, della produzione e della distribuzione farmaceutica moderna: l’intelligenza artificiale.

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Baricentro del dibattito dell’industria farmaceutica italiana

Con oltre 120 aziende confermate per giugno nell’area espositiva e la presenza di numerosi corner istituzionali, il Simposio Afi si conferma il baricentro del dibattito dell’industria farmaceutica italiana, dove verrà esplorato il ciclo di vita del farmaco: dalla scoperta di nuove molecole fino alla valutazione regolatoria. Il tutto in una congiuntura temporale unica, che configura una scommessa per gli addetti ai lavori: unire la solidità della tradizione manifatturiera alle sfide della transizione digitale e della sostenibilità ambientale. La piena applicazione dell’Ai Act (Regolamento Europeo sull’intelligenza artificiale) – in programma per agosto 2026 – vedrà infatti impegnate in prima linea anche le aziende farmaceutiche. Il Simposio Afi rappresenta quindi un trampolino, un luogo privilegiato per discutere di uno step così decisivo, in particolare di come implementare i sistemi di «intelligenza artificiale ad alto rischio» (ad esempio quelli usati nella diagnostica o nella produzione critica, che possono compromettere direttamente la sicurezza fisica o i diritti delle persone in caso di malfunzionamento), garantendo conformità e sicurezza dei dati.

Dibattito costruttivo tra comunità scientifica, istituzioni e mondo produttivo

L’augurio del presidente di Afi, Giorgio Bruno, è che il Simposio possa essere teatro di un dibattito costruttivo tra comunità scientifica, istituzioni e mondo produttivo, su una tecnologia che appare oggi come leva strategica per l’innovazione e la competitività del Paese. Il confronto tra gli attori del Simposio partirà dal rigore dei dati, che indicano una crescita significativa dell’adozione dell’Ia nelle imprese italiane: oltre la metà delle grandi aziende la utilizza stabilmente e circa il 16% ha già integrato nei propri processi queste tecnologie. «Anche nel settore farmaceutico il suo impiego prospera, emerge quindi la necessità di diffondere competenze scientifiche e digitali a fronte del sempre maggiore impiego dell’Ia nella progettazione di nuovi farmaci e nell’ottimizzazione dei processi» ha sottolineato Bruno. «L’industria farmaceutica deve essere protagonista di questa tecnologia perché l’innovazione è nel suo Dna – ha aggiunto, parlando con FarmaciaVirtuale.it.it –. L’Ia senz’altro aiuterà nello sviluppo dei farmaci in termini di rapidità, ci permetterà di usare tecnologie innovative nella loro produzione e distribuzione. Questo garantirà al paziente terapie più sicure in tempi più rapidi, migliorando la qualità di vita, che poi è da sempre il nostro obiettivo come industria farmaceutica». Per ben utilizzare l’Ia al riparo da rischi e insidie, «in modo corretto e appropriato, è importante la formazione, così che essa non diventi una copia di ciò che già esiste e che il dr. Google non venga sostituito dal dr. Ia. Con il Simposio ci impegneremo in questo senso: l’Ia sta permeando tutte le aree dell’industria della Salute, dunque per noi è importante dare formazione corretta alle persone, affinché la utilizzino in modo giusto e utile per il paziente. Ciò avverrà con workshop e sessioni dedicate, portando al tavolo addetti ai lavori che hanno contezza dell’Ia e potranno dare l’esatto risalto ai vantaggi, e ai rischi, di questa tecnologia».

Impatti dell’Ai Act europeo sugli studi clinici

Durante il Simposio, le molte sessioni tecniche accosteranno l’Ia sotto diversi aspetti: verranno analizzati gli impatti dell’Ai Act europeo e della normativa nazionale sull’applicazione dell’Ia negli studi clinici, con a coronamento una tavola rotonda multi-stakeholder dedicata a innovazione tecnologica, semplificazione normativa e attrattività del sistema ricerca Italia, sarà poi focalizzato il rapporto tra Ia e settore dei farmaci Biotech Terapie Avanzate, una rivoluzione in atto fatta di sfide e opportunità. Una sessione sarà dedicata alla farmacovigilanza, un’altra alla supply chain del farmaco. Altre sessioni saranno centrate sull’Ia a supporto del settore farmaceutico, dallo sviluppo alla commercializzazione dei medicinali, fino a porre attenzione sulla salute digitale (per monitorare l’impatto dell’Ia con esempi pratici e reali) e nel campo della diagnostica e dei dispositivi medici. Saranno approfonditi l’uso dei Digital Twins nel miglioramento dei processi produttivi e l’applicazione di sistemi intelligenti nel Controllo Qualità, con focus innovativo dedicato alla produzione di radiofarmaci e alla convalida dei sistemi digitali. Una sessione si concentrerà sulla voce del paziente con l’obiettivo di utilizzare l’Ia per costruire nuovi modelli di engagement digitale che agevolino la raccolta di evidenze derivanti dall’analisi dei dati del mondo reale. Climax del Simposio sarà la lectio magistralis di Massimo Scaccabarozzi, già presidente di Farmindustria.

Riflettori puntati sulle eccellenze emergenti

Ma un sistema farmaceutico al passo con i tempi (stretti) della tecnologia ha bisogno di menti brillanti di cui avvalersi nel corso degli anni: la serata a Milano ha visto i riflettori puntati sulle eccellenze emergenti, leve del futuro celebrate con la consegna del premio, giunto alla seconda edizione, intitolato al Professor Alessandro Rigamonti, fondatore di Afi, scomparso nel 2024. Dieci ricercatori under 30 si sono distinti per l’impatto e l’originalità dei loro studi scientifici e sono stati premiati con delle borse di studio per continuare le loro ricerche. I loro progetti hanno macro-obiettivi comuni: sostenibilità e green chemistry (rispetto alla quale l’Ia gioca un ruolo cruciale), miglioramento della biodisponibilità dei farmaci, sistemi di rilascio mirati e controllati, scalabilità industriale, maggiore accessibilità terapeutica. Molti risultati sono in fase preclinica o di sviluppo avanzato, ma alcune tecnologie sono già pronte e prossime all’integrazione industriale, come nel caso dei liposomi ultradeformabili, nanosistemi pronti per l’integrazione in formulazioni cosmeceutiche e nutraceutiche, frutto della ricerca di Luigi Ciriolo dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Tra i diversi studi presentati, anche uno sul glioblastoma

Un esempio di sistema di rilascio mirato e controllato è rappresentato dallo studio di Cristiano Pesce, ricercatore all’Università di Padova, focalizzatosi sul glioblastoma, il tumore cerebrale maligno più comune, aggressivo e recidivante: «Il trattamento standard consiste nella rimozione, il più possibile, della massa tumorale, seguita da radioterapia e chemioterapia, noi stiamo sviluppando un sistema soft, una gomma fatta di materiali biocompatibili e biodegradabili, la quale contiene i farmaci all’interno ed è direttamente applicabile nella cavità là dove c’era il tumore prima dell’asportazione, in prossimità delle cellule tumorali rimaste – ha spiegato Pesce a FarmaciaVirtuale.it.it –. La combinazione dei farmaci che abbiamo studiato, rilasciata dalla gomma, sostituendo la chemioterapia classica, permetterebbe di eliminare le cellule in maniera sinergica, attraverso il rilascio controllato e locale dei farmaci, evitando che essi navighino su tutto il corpo. È vero che la gomma è fatta di materiali biodegradabili, ma è anche vero che ci permetterebbe di rilasciare i farmaci per lungo tempo, riducendo il numero di ospedalizzazioni». La fase attuale è quella dello studio dal vivo sui topini.

Ia strumento prezioso, ma non la soluzione

«L’intelligenza artificiale è uno strumento prezioso, ma non una soluzione – ha affermato Dorotea Rigamonti, nipote del fondatore di Afi, rivolgendosi ai giovani ricercatori –. Nessuna tecnologia, in modo autonomo, può infatti generare la condivisione, lo stare insieme, gli spazi di dialogo che anche il Premio Rigamonti contribuisce a costruire». La serata meneghina si è conclusa offrendo ai partecipanti l’esperienza del «Dialogo al buio», per proporre loro una prospettiva diversa e inclusiva, a partire dalla essenziale percezione sensoriale, per evidenziare come l’empatia e l’attitudine del vestire i panni altrui rappresentino in generale una competenza oggi imprescindibile, squisitamente umana e non artificiale, specie se si lavora con la salute delle persone, come dietro al bancone di una farmacia. Lo spirito che Afi vuole imprimere al prossimo Simposio, sintetizzato a FarmaciaVirtuale.it.it dal presidente Bruno, è invero che «l’innovazione tecnologica non deve precludere l’aspetto umano. È importante ricordarci che alla fine del percorso c’è sempre un paziente, punto centrale delle nostre attività».

Alessandra Stoppini

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