aderenza terapeuticaSul tema dell’aderenza terapeutica sono sempre maggiori le attenzioni, sia da parte dei poteri pubblici che dei pazienti. Ultima in ordine di tempo l’analisi effettuata da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato presso 13 assessorati regionali (Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Sardegna, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto). Sulla cui base l’associazione ha formulato una serie di proposte: dall’attuazione del Piano Nazionale della cronicità al miglioramento del rapporto tra équipe curante e cittadino. Fino alla «misurazione» del grado di aderenza terapeutica secondo «metodi, criteri e indicatori evidence based per avere contezza della dimensione del fenomeno».

Francesco Palagiano, segretario dell’Associazione Scientifica Farmacisti Italiani, sottolinea come sulla questione «al momento siamo molto indietro. Ciò anche perché la categoria non è mai stata coinvolta e trova, va detto, alcuni ostacoli in questo senso. Benché ci si sia infatti resi conto dell’importanza dell’aderenza terapeutica, ancora oggi quasi tutte le iniziative vedono la centralità del medico. Anche gli infermieri rivendicano con forza un ruolo nel controllo dell’aderenza. Ma la farmacia è vista ancora, sia dalle autorità sanitarie territoriali che dalle Regioni, soprattutto come un distributore. E come una voce di spesa. Per cui nonostante gli sforzi che producono le organizzazioni di categoria, come la nostra, si incontrano difficoltà nell’accreditarsi come interlocutori scientifici».

Al contrario, secondo Palagiano, «il farmacista gode di grande credibilità e fiducia da parte dei cittadini. Soprattutto quello di quartiere o dei centri più piccoli è visto come il primo referente sanitario del paziente. Si tratta di qualcosa che è interesse comune, della collettività, sfruttare. Per la categoria significherebbe affrancarsi dal ruolo di mero distributore, ma anche il pubblico potrebbe valorizzare una rete di professionisti preparati e disponibili a svolgere questo tipo di ruolo, presenti su tutto il territorio».
Infine, Palagiano sottolinea l’importanza delle farmacie «anche sul tema delle misurazione e dell’aiuto concreto. L’esperienza fatta con la Fofi sull’asma ha consentito di dimostrare quanto possa essere efficace il supporto del farmacista per i malati. I benefici sono stati tangibili».

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