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Automedicazione, studio Federchimica-Assosalute: benefici per quasi 3 miliardi l’anno

Presentato uno studio per Federchimica-Assosalute sul ruolo dell’automedicazione in Italia: risparmi per Ssn, persone e filiera da 1,35 miliardi di euro.


Il ricorso responsabile ai farmaci di automedicazione genera benefici economici e organizzativi per quasi 3 miliardi di euro l’anno, secondo lo studio «Il valore dell’automedicazione. Un pilastro per la salute pubblica e l’economia del Paese», realizzato da Teha Group, società di The European House – Ambrosetti, su incarico di Federchimica-Assosalute. Lo studio è stato presentato il 20 ottobre 2026 a Roma, a Palazzo Baldassini, all’evento “Farmaci di automedicazione: asset strategico per la salute, la governance farmaceutica e la competitività del sistema Paese”. Secondo l’analisi, l’uso appropriato dei farmaci da banco libera capacità assistenziale equivalente a circa 91 milioni di visite l’anno da parte dei medici di medicina generale e potrebbe evitare quasi un milione di accessi al Pronto soccorso per disturbi a bassa complessità. Lo studio ha messo in luce come il comparto industriale dell’automedicazione generi un contributo economico complessivo stimato in 1,35 miliardi di euro, considerando gli effetti diretti, indiretti e indotti lungo l’intera filiera.

Numeri del valore per il Ssn e per le persone

Lo studio ha collocato l’analisi in un contesto in cui il numero dei medici di medicina generale è sceso da 44.270 a 36.812 unità tra il 2016 e il 2024, con riduzione del 16,8%, mentre gli accessi al Pronto soccorso sono tornati a sfiorare i 19 milioni nel 2024. I farmaci di automedicazione, che sono il 13,5% dei volumi della farmaceutica territoriale, liberano, secondo le stime riportate dallo studio, tempo medico per un valore di circa 1,9 miliardi di euro, risorse che potrebbero essere destinate a pazienti cronici, fragili o con bisogni assistenziali più complessi, a ciò si aggiungono circa 600 milioni di euro di tempo restituito ai cittadini.

Crescita occupazionale rispetto al 2023: oltre la metà occupati diretti

Sul fronte dell’emergenza-urgenza, l’uso appropriato dell’automedicazione potrebbe evitare quasi un milione di accessi l’anno per disturbi di bassa complessità, con costo stimato in circa 306 milioni di euro, di cui 281 milioni a carico del Servizio sanitario nazionale. Sul piano industriale, le aziende associate a Federchimica-Assosalute, che sono oltre il 70% del mercato, hanno realizzato nel 2025 ricavi per 1.383 milioni di euro, in crescita dell’1,3%, e valore della produzione di 1.270 milioni di euro, il valore aggiunto diretto si attesta intorno a 350 milioni di euro, mentre il valore aggiunto per addetto, pari a circa 156mila euro, risulta quasi doppio rispetto alla media della manifattura, ferma a 82mila euro. Lo studio ha segnalato anche crescita occupazionale del 2,3% rispetto al 2023, con oltre la metà degli occupati diretti, il 56,1%, in possesso di una laurea.

Confronto tra istituzioni, professionisti e persone

Nel corso dell’evento si sono svolti due panel di confronto, dedicati al contributo industriale ed economico del comparto per la crescita del Paese e la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, e al valore dell’automedicazione per i cittadini e al ruolo dei professionisti sanitari di prossimità. Ai lavori hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il componente del consiglio di amministrazione dell’Agenzia italiana del farmaco Emanuele Monti, i senatori Elena Murelli e Ignazio Zullo, gli onorevoli Luciano Ciocchetti, Gian Antonio Girelli e Ilenia Malavasi, Francesco Saverio Mennini, capo dipartimento della programmazione dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche per il Servizio sanitario del ministero della Salute, Gabriella Guasticchi, direttore generale della Direzione generale dei dispositivi medici e del farmaco del medesimo ministero, e Claudia Biffoli, dirigente della Divisione IV Biotecnologie e farmaceutica del ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Gli altri interventi dell’evento

All’evento sono intervenuti Carlo Curatola, segretario nazionale della Federazione italiana medici di famiglia, Eugenio Leopardi, presidente dell’Unione tecnica italiana farmacisti, Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, Anna Lisa Mandorino, segretario nazionale di Cittadinanzattiva, Alfredo Procaccini, vicepresidente vicario di Federfarma, Federazione nazionale dei titolari di Farmacia Italiani, e Alessandro Rossi, presidente della Società italiana dei medici di medicina generale e delle cure primarie.

Spesa pro capite in Italia per i farmaci da banco

Lo studio ha segnalato che la spesa pro capite in Italia per i farmaci da banco è di 54,3 euro l’anno, tra le più basse rispetto ai principali Paesi europei, e che tra il 2015 e il 2025 l’Italia ha registrato sei switch da farmaco con obbligo di prescrizione a farmaco senza obbligo, contro i 15 della Germania e i 26 del Regno Unito, a ciò si aggiunge, secondo lo studio, un livello di alfabetizzazione sanitaria da rafforzare, con il 58% degli adulti italiani che presenta competenze sanitarie inadeguate o problematiche, a fronte di una media europea del 46%.

Automedicazione un asset strategico per il Paese

Michele Albero, presidente di Federchimica-Assosalute, ha osservato che «questo studio evidenzia che l’automedicazione rappresenta un asset strategico per il Paese: restituisce tempo ai medici di famiglia, aiuta a dare a ogni bisogno di salute la risposta più appropriata e sostiene una filiera ad alta produttività, con benefici stimati in quasi 3 miliardi di euro l’anno. L’automedicazione responsabile non significa lasciare solo il cittadino, al contrario, vuol dire metterlo nelle condizioni di fare bene ciò che può fare, sapendo quando e a chi rivolgersi».

Più health literacy e proposta più ampia

Secondo Albero «per esprimerne a pieno il potenziale servono due passi concreti: più health literacy, con campagne di alfabetizzazione sanitaria, educazione alla corretta automedicazione e un dialogo più stretto tra farmacisti e medici – anche grazie alla piena operatività del dossier farmaceutico del fascicolo sanitario – e un’offerta più ampia, con procedure di switch più snelle. Ci auguriamo che questo lavoro sia il punto di partenza per costruire una alleanza stabile con Istituzioni, professionisti sanitari e cittadini per valorizzare il ruolo del comparto nella governance farmaceutica nazionale. Assosalute è pronta a fare la propria parte».

Le molteplici dimensioni esaminate nello studio

Per Daniela Bianco, partner di The European House – Ambrosetti e Responsabile della Practice Health & Life Sciences di Teha Group, «il valore dell’automedicazione, in questo studio, è espresso nelle sue molteplici dimensioni: industriale, sanitaria e di salute delle persone. I risultati sono chiari: ogni euro di valore aggiunto generato dalle imprese del settore ne attiva quasi altri tre nel resto dell’economia, mentre un ricorso appropriato ai farmaci di automedicazione libera capacità assistenziale per i professionisti e contribuisce a vivere in buona salute più a lungo. L’Italia, tuttavia ha ancora ampi margini di crescita rispetto ad altri Paesi europei. Colmare questo divario, in modo responsabile e con il supporto dei professionisti sanitari, significa trasformare un potenziale ancora inespresso in un beneficio concreto per le persone, il Servizio sanitario nazionale, e il sistema economico-produttivo del Paese».

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