Drug Approvals & Reimbursement

Angioedema ereditario, via libera Ue alla profilassi orale per bambini dai 2 anni

La Commissione europea ha approvato l’estensione di un trattamento preventivo orale per pazienti pediatrici tra 2 e 12 anni non compiuti con angioedema ereditario.


La Commissione europea ha approvato l’estensione dell’indicazione di berotralstat per la prevenzione di routine degli attacchi ricorrenti di angioedema ereditario nei bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni non compiuti. Il farmaco, commercializzato da Biocryst Ireland, azienda di Neopharmed Gentili, era già autorizzato nell’Unione europea e in Italia per adulti e adolescenti a partire dai 12 anni, e aveva ottenuto dal Chmp parere favorevole per l’estensione a giugno 2026. La decisione, annunciata il 31 agosto 2026, si basa sui risultati dello studio clinico Apex-P, che ha dimostrato come berotralstat sia generalmente ben tollerato e in grado di ridurre in modo significativo e duraturo la frequenza mensile degli attacchi nei pazienti pediatrici fino a 48 settimane.

Impatto della malattia sulla vita dei più piccoli

Circa il 50% dei pazienti sperimenta il primo attacco entro i 10 anni di età e la maggior parte sviluppa i sintomi prima dei 18 anni. Nei bambini la malattia non comporta solo dolore e limitazioni funzionali, ma l’imprevedibilità degli episodi può condizionare la frequenza scolastica, le attività quotidiane, lo sport e la socialità, con ripercussioni sull’intero nucleo familiare. Con l’estensione di indicazione, i pazienti più piccoli potranno accedere a una profilassi orale in una formulazione in granuli, pensata per le esigenze della popolazione pediatrica.

L’impegno per diagnosi precoce e accesso alle cure

Alessandro Del Bono, Ceo di Neopharmed Gentili, ha spiegato che «siamo orgogliosi di mettere a disposizione la prima terapia orale per la profilassi dell’angioedema ereditario nei bambini a partire dai 2 fino ai 12 anni non compiuti. Un traguardo importante, che amplia le possibilità di trattamento per i pazienti più piccoli e offre alle famiglie una nuova prospettiva nella gestione della malattia. Auspichiamo che questa nuova opportunità terapeutica si accompagni a una crescente consapevolezza della patologia, a diagnosi più precoci e un accesso tempestivo ai trattamenti più appropriati. Solo così l’innovazione può tradursi in un cambiamento concreto nella vita dei pazienti e delle loro famiglie».

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