Case della comunità, anche i farmacisti nelle linee guida Agenas per le équipe multiprofessionali
Un documento Agenas, frutto di consultazione pubblica con oltre 760 contributi, ha definito composizione, processi e strumenti per il lavoro di squadra nell’assistenza primaria. Il ruolo dei farmacisti nel Ssn.
Il 28 luglio 2026 l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha pubblicato le Linee di indirizzo tecniche dedicate alle équipe multiprofessionali e multidisciplinari che operano nelle Case della comunità. Il documento, dato alle stampe come supplemento della rivista semestrale Monitor, è stato elaborato da un gruppo di esperti multidisciplinare e poi sottoposto a una consultazione pubblica che ha raccolto oltre 760 commenti e proposte da singoli professionisti, enti e associazioni.
Composizione dell’équipe e modalità operative
Il testo ha individuato una composizione flessibile delle équipe, definita a “geometria variabile”. Il nucleo stabile, detto équipe di base, è formato dal medico di assistenza primaria (Map) o pediatra di libera scelta (Pls), dall’infermiere, dall’assistente sociale, e da una figura di supporto amministrativo. L’équipe allargata comprende ulteriori professionisti sanitari e sociosanitari attivati in base ai bisogni specifici del paziente: tra questi il medico specialista, l’infermiere di famiglia o comunità (Ifoc), il farmacista del Servizio sanitario nazionale, lo psicologo, il dietista, l’ostetrica e gli operatori della riabilitazione. Per quanto riguarda la leadership, le linee guida distinguono la leadership verticale esercitata dal direttore di distretto e dal responsabile organizzativo della Casa della comunità, e la leadership orizzontale e condivisa nella singola équipe, che favorisce corresponsabilità e fiducia reciproca. È stata introdotta la figura del case manager, individuato dall’équipe in base al bisogno prevalente della persona presa in cura.
Strumenti e indicatori per valutare il lavoro di squadra
Il documento ha affrontato anche gli strumenti operativi necessari per facilitare il lavoro in team, tra cui spazi di lavoro comuni, cartelle sociosanitarie condivise, agende informatiche integrate, protocolli clinico‑assistenziali e sistemi di telemedicina. Centrale anche la formazione interprofessionale e la necessità di momenti strutturati di confronto, riunioni periodiche e audit clinici. Per la valutazione dell’efficacia del lavoro di équipe, le linee guida hanno proposto un set di indicatori sia quantitativi (volumi di attività, tempi di attesa, tassi di ospedalizzazione evitabile) sia qualitativi (soddisfazione degli utenti, benessere degli operatori, qualità delle relazioni interne).
Miglioramento delle modalità di lavoro con l’analisi degli indicatori
Il testo ha specificato che gli indicatori devono servire principalmente al miglioramento dinamico delle modalità di lavoro, e che il loro utilizzo sarà declinato a livello nazionale, regionale e locale. La diffusione delle indicazioni avverrà progressivamente anche attraverso fasi pilota nelle aziende sanitarie, per apprendere e generalizzare il modello. Il documento, pur non avendo valore cogente, si propone come indirizzo che Regioni e Aziende Sanitarie potranno adattare ai propri contesti, integrando la dimensione tecnologica con quella organizzativa e professionale sottesa alla riforma dell’assistenza territoriale voluta dal Pnrr.
«Tassello di una strategia più ampia»
Angelo Tanese, direttore generale di Agenas, ha spiegato che «le linee di indirizzo rappresentano un tassello di una strategia più ampia con cui Agenas accompagna le Regioni nella trasformazione del Servizio sanitario nazionale. Il nostro compito è fare in modo che le riforme si traducano in modelli organizzativi concreti, capaci di migliorare la qualità dell’assistenza e la vita delle persone. Lo sviluppo delle Case della Comunità previsto dal Dm 77, gli investimenti del Pnrr, il governo delle liste di attesa e il rafforzamento dell’assistenza territoriale non sono interventi distinti, ma parti di un unico percorso di innovazione del Servizio sanitario nazionale. Una sanità più connessa, che mette a sistema dati, competenze e organizzazione per sostenere le decisioni, integrare i percorsi di cura e offrire ai cittadini servizi sempre più efficaci e vicini ai loro bisogni. In questa prospettiva Agenas rappresenta il punto di raccordo tra gli indirizzi nazionali e la loro attuazione sui territori, affiancando le Regioni con strumenti, conoscenze e supporto tecnico affinché il cambiamento avviato con il Pnrr produca risultati stabili e duraturi per il Servizio sanitario nazionale».