Healthcare Policies & Regulations

Case della comunità, le linee guida Agenas per la partecipazione di cittadini e pazienti

Agenas ha elaborato un documento con gli standard e le modalità operative per coinvolgere la comunità nei processi decisionali e assistenziali nelle Case della comunità.


L’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) ha licenziato a novembre 2024 un documento di indirizzo che fornisce alle Regioni, alle Aziende sanitarie e ai Distretti indicazioni operative per promuovere la partecipazione e la co-produzione dei pazienti, dei cittadini e della comunità nell’ambito delle Case della comunità. Il testo, reso disponibile venerdì 11 settembre 2026, è stato elaborato da un gruppo di lavoro istituito da Agenas e composto da referenti regionali, esperti accademici e rappresentanti del mondo professionale, si inserisce nel quadro attuativo del Decreto ministeriale 77 del 2022, che ha definito i modelli e gli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale previsto dal Pnrr.

Partecipazione della comunità e la valorizzazione della co-produzione

Il regolamento indica la partecipazione della comunità e la valorizzazione della co-produzione come standard organizzativo obbligatorio sia per le Case della comunità hub sia per quelle spoke. Il documento illustra le modalità con cui declinare operativamente i processi, rivolgendosi a tutti i livelli decisionali, gestionali e operativi, da quello regionale a quello delle singole strutture, per potenziare l’accesso ai servizi, contrastare le disuguaglianze, favorire l’integrità della presa in carico e capacitare i cittadini nella definizione del proprio progetto di salute.

Il modello di riferimento: la “ruota della partecipazione”

Il cuore del documento è il modello di riferimento adottato, che si ispira alla “ruota della partecipazione” e distingue quattro processi fondamentali: informazione, consultazione, partecipazione attiva ed empowerment. Per ciascuno dei processi vengono fornite definizioni precise e raccomandazioni operative. Per quanto riguarda l’informazione, si raccomandano attività di comunicazione per far conoscere l’istituzione e i servizi delle Case della comunità, anche attraverso figure con competenze specifiche e strumenti digitali di facile fruizione, con particolare attenzione alle comunità di origine straniera e alle specificità linguistiche.

Rilevazione dei bisogni dei cittadini e ascolto dei gruppi di advocacy

Per la consultazione, il documento suggerisce la rilevazione dei bisogni di informazione e formazione dei cittadini, l’ascolto di gruppi di advocacy e l’utilizzo di metodi decisionali come le giurie dei cittadini, sottolineando l’importanza di coinvolgere le comunità marginali. La partecipazione attiva, con la co-produzione, viene articolata in quattro tipologie: co-programmazione, co-progettazione, co-erogazione e co-valutazione. In particolare, si raccomanda l’adozione di processi per coinvolgere i cittadini nelle scelte sulle priorità assistenziali, la loro partecipazione alla progettazione dei percorsi di cura, la co-gestione di servizi come l’accoglienza e i trasporti, e l’istituzione di tavoli di cittadini per la valutazione costante dei servizi, anche attraverso la misurazione di outcome ed esperienze riportate dai pazienti.

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